Concertone, Geppi Cucciari non delude ma che errore le battute sui cantanti!

di Marcello Filograsso 1

CONCERTONE PRIMO MAGGIO SU RAI3 – Sopravvissuti alla scorpacciata di musica del Concertone del Primo Maggio, il tradizionale appuntamento di Rai3 organizzato dai tre maggiori sindacati (Cigl, Cisl, Uil)? Sotto una pioggia battente, Geppi Cucciari ha condotto da sola l’importante maratona tra colpi di genio e qualche momento di difficoltà, ma su otto ore di trasmissione è del tutto fisiologico.Geppi Cucciari è bravissima, ma fatico a capire per quale motivo sia ancora prigioniera del gobbo elettronico (o prompter): la sua conduzione è stata in parte penalizzata da questo aspetto, per non parlare di una regia per nulla complice. Per fare un esempio, uno dei gobbi sul palco è stato inquadrato mentre la comica sarda stava leggendo la presentazione di Enzo Avitabile (vi era scritto “Ha detto di lui Mario Balotelli: E’ bravo ma si pettina in modo assurdo” e Geppi ha sostituito l’attaccante della Nazionale con Marek Hamsik).

Inoltre, era proprio il caso di scrivere delle battute, peraltro poco divertenti e azzardate,  riguardo ai cantanti impegnati al Concertone del Primo Maggio: penso alla presentazione del frontman degli Africa Unite (“Il loro nome viene da una canzone di Bob Marley, l’energia forse dal balcone di Bob Marley“) ma soprattutto alla presentazione di Max Gazzè, dopo una piccola impasse derivata dal ritardo del cantante (“Ma questo chi Gazzè?“, più prevedibile da un Enrico Brignano che da una Geppi Cucciari). Già più apprezzabile la battuta relativa ai Marta sui Tubi (“Un loro singolo intitolato Stitichezza cronica fece molta fatica a uscire“. Scherzare sui cantanti del Primo Maggio se si è il conduttore è a tratti blasfemo, quindi meglio ironizzare sulle loro canzoni.

E ancora, mi ha percorso un brivido quando Geppi è riuscita a interloquire con un distratto Daniele Silvestri al termine della sua esibizione di A bocca chiusa con un gruppo di sordi: “Non mi sentivi per coerenza con la causa che hai scelto di affrontare“. Non so se è stata una battuta fuori luogo, ma decisamente insensata si è rivelata con certezza la successiva: Geppi chiede al cantante romano di fargli tradurre in Lingua Italiana dei Segni (non riconosciuta dallo Stato come lingua, vergogna!) una frase gergale e Silvestri chiama l’insegnante di questo linguaggio per farlo palesare sul palco. “Daniele grida e lui sicuramente arriverà!“, esclama la conduttrice. A prescindere dal fatto che dubito di una sordità del maestro se è riuscito a tradurre la frase, ma mi chiedo, era il caso di continuare su quel filone?

A parte queste piccole stonature, Geppi Cucciari ha saputo affrontare con lucidità e ironia la lunga maratona del Primo Maggio: ha trovato la giusta sintonia con il giovane pubblico di Piazza san Giovanni di Roma (il lancio del pallone è indimenticabile) ed è riuscita a gestire egregiamente e senza scomporsi  il coro antiberlusconiano (“Non ho sentito … Ho sentito … Piove, governo di larghe intese!”). Divertente il siparietto con il rapper Ensi, più per merito della conduttrice che del rapper: quando il cantante le ha detto di preferire lei alla Santanchè, Geppi gli ha ribattuto così: “Sono una donna, non sono una Santanchè“. E al termine dell’esibizione dei cento violoncellisti diretti dal maestro Giovanni Sollima, ecco come si è rivolta al direttore d’orchestra: “Ha chiamato Napolitano, ha detto di abbassare il volume perchè Clio sta dormendo”.

Insomma, Geppi Cucciari è ampiamente promossa anche dopo questa inedita avventura, ma mi chiedo se il Primo Maggio si sia rivelata la cornice giusta per la sua conduzione: personalmente ritengo la sua allegria sarebbe molto più incanalabile in un contenitore festivo come  Domenica in o Buona domenica (naturalmente da rifondare) alle prese con giochi, canzoni, ospiti piuttosto che in un evento esplicitamente “impegnato” come il Concertone (o forse non sarebbe meglio eliminare del tutto il conduttore e il solito manipolo di attori forieri di pipponi?). Quando guardavo G’Day mi sembrava infatti di rivivere piacevolmente le atmosfere festose di questi varietà domenicali. Non sarebbe ora di riesumarli grazie a Geppi?

 

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