Ballarò, decima edizione. La conferenza stampa

di Redazione 1

Si è conclusa poco fa la conferenza stampa di presentazione della decima edizione di Ballarò, il talk di approfondimento politico di Raitre condotto da Giovanni Floris. All’incontro con i giornalista ha preso parte anche il capostruttura Andrea Valentini, mentre si è registrata l’assenza di Paolo Ruffini, attuale direttore di Raitre, ma prossimo al passaggio a La7. Dopo il salto le dichiarazioni dei protagonisti e le novità del programma.Andrea Valentini:

Paolo Ruffini, sebbene sia ancora ufficialmente il direttore di Raitre, non ha voluto esserci qui oggi per discrezione. Quando si arriva alla decima edizione di un programma ci si chiede se la ancora valga la pena o meno. La prima puntata di Ballarò, dieci anni fa, quando non c’era nessun programma di approfondimento politico in prima serata, fece il 5% circa di ascolto. L’anno scorso il 17.12 di media.

Giovanni Floris:

Il giornalista ha definito Ballarò il luogo di confronto della vita politica italiana. Ha detto che l’obiettivo per la decima stagione è stato quello di migliorare i contenuti del programma. Il gruppo di autori è stato integrato, con l’ingresso di Stefano Tomassini (gli altri autori sono Giovanni Floris, Lello Fabiani, Filippo Nanni, Merdedes Vela Cossio e Raffaella Malaguti).

Sull’addio di Paolo Ruffini

Sono dispiaciuto, non è stato un tradimento il suo. Ho sempre pensato che il suo addio fosse un doppio danno per la Rai: prima perderlo, poi che se lo prendesse la concorrenza. Ma la Rai ha le forze per poter rispondere, non solo tamponare, all’andata via di Ruffini. Non c’è nessuno che possa soffrire più di me la sua andata via. Ma guardo con favore il rinforzarsi del privato, di La7, perché ne guadagnamo tutti, come fruitori della televisione. Però lavoro alla Rai: mi dispiace perché si rafforza un concorrente. Quindi mi fa piacere come telespettatore, mi dispiace come uomo Rai. Penso che la concorrenza serva da stimolo per la Rai. Io credo molto nel ruolo della Rai, del servizio pubblico. Non si deve pensare che il futuro è il privato e che la Rai abbia chiuso. Deve essere uno stimolo.

Gli ascolti

Sul sito pubblicheremo i momenti più visti, i picchi in alto e in basso, i momenti più caldi della puntata. Sfateremo il fatto che quando si litiga si fa ascolto, perché noi abbiamo sempre saputo che quando ci sono grandi liti non si fanno grandi ascolti, però questo è un luogo comune. Gli ascolti si fanno quando gli esperti che parlano di tasse.

L’assenza di Santoro

Più che preoccuparci di quanti spettatori riusciremo a ‘rubare’ a Santoro, io mi preoccuperei più di quanto riusciamo a tenerci domani che c’è Milan-Barcellona. L’addio di Santoro è la fortuna di chi va in onda il giovedì, non il martedì. Son due serate diverse, il martedì vive di super fiction e di Champions League. Il giovedì ci sarà un cataclisma.

Gli ospiti sono sempre gli stessi?

Noi anche in questo caso siamo semplici. Se parliamo di economia proviamo ad avere il ministro dell’economia da una parte e il maggior rappresentante dell’opposizione che si occupa di economia. Abbiamo ospitato un numero impressionante di persone. Poi uno si ricorda di quello che buca, ma son pochi. Se son sempre gli stessi il problema non è nostro ma chi li elegge. Noi non siamo un reality, o un talent scout, noi raccontiamo la realtà, questo paese, non quello che ci piacerebbe. Noi non siamo uno spettacolo, noi siamo una chiave di lettura della realtà.

Domani alle ore 21.05 andrà in onda la prima puntata di Ballarò. Confermata la copertina ironica di Maurizio Crozza. Le novità riguardano la sigla: a reinterpretare il classico motivo Jeux des enfants è il cantautore Alessandro Mannari. Il sito internet, inoltre, come accennato, è stato rinnovato.

 

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