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Annozero, fa grandi ascolti: Santoro, Travaglio, la lite Belpietro De Gregorio, le vignette di Vauro video prima puntata

Ieri sera, dopo mille problemi, è andata in onda la prima puntata di Annozero, che ha fatto subito il boom di ascolti (5 milioni 592 mila telespettatori e 22,87% di share, secondo solo a Don Matteo 7 che ha registrato oltre sei milioni di spettatori e uno share vicino al 24%) e di polemiche.

La puntata (video dopo il salto) si è aperta con un breve monologo di Michele Santoro, che ha detto tra l’altro:

Qualcuno pensa dice che solleviamo polveroni per farci pubblicità. Non è così. Vi chiedo: cosa sarebbe la Rai senza Report, senza Che tempo che fa, senza Ballarò? Questo è un calcolo che potete fare voi, come potete immaginare il beneficio che ne trarrebbe Mediaset. Io non ci sto a fare che parli il Grande Fratello e noi ci sentiamo tutti in nomination. E’ un po’ umiliante per noi … Questa è passione per il lavoro o è culturame? (Riferendosi alle parole di Brunetta) … Coltivando la nostra diversità siamo convinti che la nostra democrazia sarà più forte.

Nella prima parte del programma sono stati mostrati dei filmati con protagonisti il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro Renato Brunetta, poi l’acceso dibattito tra gli ospiti (Dario Franceschini, Concita De Gregorio, Maurizio Belpietro, Italo Bocchino, Enrico Mentana), con l’acceso scontro tra il direttore di Libero e la direttrice de L’Unità.

Il punto di Travaglio è arrivato  più tardi e ha riguardato Giampaolo Tarantini e i verbali delle sue deposizioni. Il giornalista, ancora senza contratto Rai, conclude con una battuta:

Berlusconi ha detto durante la conferenza stampa con Zapatero di non aver mai pagato una donna. Si sentiva con lui (Tarantini) dieci volte al giorno, e poi Berlusconi dice di non conoscerlo, ‘Tarantini o Tarantino”?. Forse si riferiva a Quentin Tarantino. Il film è infatti “Pulp Fiction” ed è molto Pulp.

Tra i momenti salienti vi segnalo: l’intervento di Giorgio Bocca, quello di Filippo Facci, l’intervista a Patrizia D’Addario, quella a Vittorio Feltri e le vignette finali di Vauro (la più pungente è quella sul direttore generale della Rai, Mauro Masi, disegnato come un gatto che si vuol mangiare la Gabbianella – Report).