Sfide Olimpiche

di Redazione Commenta

Il giovedi sera, per cinque volte nel corso del mese di Luglio, potremo vedere su Rai 3 in seconda serata, alle 23:50, Sfide Olimpiche, una sorta di “speciale Olimpiadi” che il celebre Sfide ci regala per festeggiare i giochi olimpici del 2008.

I temi portanti di questi cinque appuntamenti speciali sono le olimpiadi , lo sport in genere, e la bellezza. Certi aspetti dell’estetica trovano infatti la loro massima espressione nella competizione sportiva, occasione unica per consacrare gli sforzi fatti durante gli allenamenti.

Pensiamo ad esempio alle Olimpiadi delle origini, contestualizzate nell’antichità classica: i giochi e le gare erano qualcosa che trascendeva in modo molto, molto marcato il “semplice” evento sportivo.


L’atleta, il discobolo, lo sportivo ritratto da Fidia al culmine dello sforzo, rappresenta la bellezza del corpo espressione della perfezione dello spirito, che affonda le sue radici nel sacrificio e nella rinuncia, in nome del bello e del divino.

Sfide ci parla come al solito di sport a 360 gradi, anzi, in tre dimensioni. Nadia Comaneci non è solo una bambina prodigio, un mostro di disciplina: Sfide ce la presenta per come è ora, in un affondo di retrospettiva che scolpisce una narrazione profonda, corporea.

Gli occhi del protagonista di oggi fissano quelli del protagonista di ieri: una stessa persona, due persone diverse. E mentre si parla di lei, mentre lei stessa ci parla di sè, ogni tanto una voce fuori campo continua a dipingere lo sfondo, la storia, gli eventi.

I servizi sono veramente molto approfonditi e in questi sport e vita si fondono per creare quadri molto realistici e umani, vicine al vero, abbattendo la sterilità delle figure iconiche e mitologiche dell’olimpo degli sportivi.

Non ci sono più mostri sacri, ma grandissimi talenti che si muovono su uno sfondo storico turbolento. Le musiche sono all’altezza del resto, incorniciando le parole di chi racconta in modo da enfatizzare i passaggi più emotivamente carichi.

Tra gli altri, vediamo le storie di Gabriella Dorio, oro a Los Angeles nel 1984 nei 1500 metri; Carl Lewis, il “Figlio del Vento”, e ancora di Johnny Weissmuller e Aldo Montano.

La bellezza si esprime in infiniti modi, e lo sport pare uno dei mezzi storicamente privilegiati. Tanto che io stesso, pur non essendo un grande appassionato, nè tanto meno un esperto, ho apprezzato questo narrare, senza che dentro di me si attivasse il pregiudizio automatico verso le trasmissioni sportive.

Bella, appassionante, dura un’oretta e quando è finita sembrano trascorsi pochi minuti e si va a nanna pieni di spunti di riflessione e di voglia di approfondire ancora. Sfide è un programma di Simona Ercolani scritto con Cosimo Calamini, Andrea Felici e Claudio Moretti.

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