Vieni via con me, Corrado Guzzanti: “Speriamo di non fare la fine dell’Italia”

di Redazione 1

Palpitante e denso d’emozioni il terzo appuntamento con Vieni via con me appena andato in onda, l’impressione è che si sia di fronte a un lento ma inesorabile incedere di un programma capace di migliorarsi e aggiustare il tiro, ammesso che ce ne fosse bisogno, di puntata in puntata. Numerosi i sassolini tolti dalla proverbiale scarpa questa sera, Fabio Fazio legge i desideri impossibili non risparmiando una stoccatina a Il Giornale, reo di aver raccolto firme contro Roberto Saviano.

Quest’ultimo mette il dito nella piaga dei rifiuti, quella terribile vergogna che sta infangando la Campania ma ancor prima l’immagine dell’Italia nel mondo. Permetteteci una piccola digressione, poche ore fa abbiamo sentito un’amica napoletana disperata per non poter portare fuori il bimbo piccolo, a Napoli anche i postini si rifiutano di fare il loro lavoro causando una marea di disagi, il motivo lo conosciamo tutti si chiama business, perché il problema della monnezza nel capoluogo campano come sottolinea lo stesso Saviano, nasce dal fatto che i rifiuti sono un’esauribile fonte di denaro, su cui la camorra in primis lucra due volte, a una montagna di spazzatura corrisponde il doppio dell’equivalente in soldi.

Davanti al Dio denaro non c’è scrupolo che tenga, neanche i morti di cancro sempre più numerosi “E’ cosa ‘e niente” dice in una sua commedia il grande Eduardo, ma cosi si costruisce la tomba dell’Italia. Il Ministro Roberto Maroni esalta le vittorie del Governo contro le mafie, tanto di cappello, peccato che il motivo reale della sua apparizione è rispondere alle accuse di Saviano, riguardo la collusione di politici leghisti con ambienti malavitosi.

Gli elenchi si allungano, moltiplicano, si intrecciano in un turbinio di vicende tutte italiane: i nomi dei morti a Piazza della Loggia, i cui colpevoli resteranno impuniti, le parole della sorella di Stefano Cucchi, gli immigrati alla ricerca di un po’ di serenità nel nostro Paese, i propositi speranzosi dell’architetto Renzo Piano che invita giovani “nani sulle spalle di un gigante” a lasciare l’Italia ma solo per arricchire la propria cultura e poi ritornare nella patria di un immenso patrimonio che tutti ci invidiano tranne noi italiani, che preferiamo tagliare sulla cultura. Ma di cultura “si mangia” come racconta Andrea Camilleri per bocca del “suo” Montalbano, Luca Zingaretti. Rispetto per le donne (Laura Morante), per il lavoro (Susanna Camusso neo segretario Cgil), per i portatori di handicap, in uno straordinario monologo del comico David Anzalone.

Irriverente invece Corrado Guzzanti, nel suo “elenco di battute che non aiuteranno la trasmissione”, che invece raggiunge il suo climax: “Berlusconi corrompe dei senatori. ‘Mi hanno detto che erano maggiorenni’. “Anche il ministro Brunetta indagato per gli scandali sessuali: rinvenuto lo sgabello”. “Il governo dei fatti: catturato il pusher“. “Non abbiamo fatto la fine della Grecia, non abbiamo fatto la fine del Portogallo e dell’Irlanda, speriamo di non fare la fine dell’Italia…” Roberto Saviano incensa giustamente Don Giacomo Panizza del Progetto Sud osteggiato dalla mafia. Vieni via con me può terminare, stasera abbiamo davvero goduto.

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