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Sky si scontra con i consumatori e la tv Svizzera. Lo sapevate?

Tutti vi hanno detto che Sky Italia si è assicurata i giochi olimpici invernali di Vancouver 2010, Londra 2012, Sochi 2014 e pure quelli del 2016 (di Rio De Janeiro, o di Tokyo, o di Madrid o di Chicago) o del futuro (2010), sorpasso di Sky ai danni di Mediaset e Rai (il 32% per la piattaforma satellitare, contro il 31% degli altri due poli televisivi), ma pochi o nessuno hanno parlato delle spinose questioni, che ha in ballo con i consumatori e con la Televisione Svizzera (TSI). Per questo ve le raccontiamo noi.

Movimento Consumatori contro Sky
Domani al tribunale di Roma ci sarà la prima udienza del procedimento d’urgenza proposta dal Movimento Consumatori contro Sky per l’eliminazione delle penali previste in caso di recesso del cliente. Secondo il comunicato stampa dell’associazione oggi chi vuole recedere deve pagare 270 euro per il servizio base, più 180 euro per il servizio HD e 225 per MySky e Multivision.

Dice il responsabile del settore telefonia del Movimento Consumatori, Alessandro Mostaccio:

Le penali praticate da SKY sono del tutto illegittime, perché contrarie alla legge Bersani che, per incentivare la concorrenza e la libertà di scelta del consumatore, ha eliminato tutte le barriere che ostacolano il recesso nei contratti televisivi e telefonici”. Come già accertato a luglio dall’Autorità garante delle telecomunicazioni SKY può richiedere solo i costi sostenuti e strettamente connessi alla cessazione del contratto che la stessa Autorità ha individuato in poco più di 10 euro.

Il comportamento di SKY, che ad oggi non si è conformata alla decisione dell’AGCOM e continua ad applicare le penali è gravissimo anche perché dal 1° settembre di quest’anno il colosso televisivo ha aumentato illegittimamente le tariffe di abbonamento costringendo i consumatori che intendano recedere dal contratto a corrispondere centinaia di euro non dovuti.

Se vincessero i consumatori, Sky dovrebbe informare tutti coloro, che hanno pagato le penali del loro diritto ad ottenere in restituzione tutto quanto pagato.

Sky (e Mediaset) contro la TSI.
I fatti: la televisione svizzera ha acquistato le trasmissione della Serie A in chiaro, con audio, ma domenica ha dovuto cancellare la diretta del posticipo su richiesta di Sky e Mediaset. Dice Andreas Wyden del dipartimento dello sport della RTSI:

Noi abbiamo firmato un regolare contratto e pagato i diritti. Della vicenda ora si sta occupando il nostro ufficio legale. L’augurio è che si giunga a una soluzione positiva della questione e che si risolva questo problema che è stato posto da Sky e Mediaset.

Quale è il problema? Semplice, il segnale potrebbe arrivare in Italia, in particolare in Lombardia, gratis e togliere pubblico a Sky e Mediaset (senza considerare tutti coloro che con gli appositi programmi di internet potrebbero guardarsela legalmente senza pagare!).

Wydern esclude qualsiasi depotenziamento del segnale:

Esistono convenzioni europee ben precise che riguardano la potenza di ogni ripetitore, in particolare di quelli vicini ai confini degli Stati – sostiene ancora – E in ogni caso per compiere questa opera deve essere presa una decisione dal governo svizzero. Noi non possiamo fare nulla.

Lo stesso dirigente della TSI ribadisce di aver firmato un contratto:

Abbiamo sottoscritto un regolare contratto con Media Partners, l’agenzia che gestisce i diritti – spiega il dirigente della Tsi – conforme a tutte le normative europee in vigore per accordi come quello che è stato siglato per la serie A italiana. Ribadisco che ora della questione si dovranno occupare i nostri legali