Il Tg1 in debito d’audience, di chi è la colpa?

di Enzo Mauri 1


L’imponderabile si tramuta in reale: nei primi giorni di luglio il temibile avversario, leggi TG5, ha morso più volte ai polpacci provocando la caduta non di un telegiornale qualsiasi ma del “Tg” per antonomasia, quello delle 20 sull’ammiraglia Rai. Per i detrattori è colpa della gestione Minzolini reo di dare troppo spazio alle virtù piuttosto che ai difetti della Presidenza del Consiglio e del suo seguito, mentre gli indulgenti giustificano la flessione con la risintonizzazione dei primo canale Rai in diverse regioni italiane, a cui va ad aggiungersi la scelta per noi scellerata di Raiuno che forse mai come quest’anno ha impostato il palinsesto estivo quasi esclusivamente su repliche che ne hanno compromesso l’audience, a parte rare eccezioni fra cui quel Reazione a Catena gioco condotto da Pupo alle 19 che naviga in buone acque e destino vuole debba fungere da traino proprio al Tg1.

Il presidente Rai, Paolo Garimberti ha detto che il calo degli ascolti del Tg1: “è un tema di cui ci stiamo interrogando e un po’ di preoccupazione c’è” a lui fa eco il comitato di redazione:“Il calo degli ascolti del Tg1 è preoccupante e su questo abbiamo voluto richiamare l’attenzione dell’azienda nell’incontro di oggi (8 luglio), assieme al segretario dell’Usigrai, con il responsabile delle Relazioni Sindacali dott. Luigi Meloni”. Per Alessio Gorla del cda Rai l’erosione “è cominciata molto prima, quando il direttore era Gianni Riotta“.

Nel frattempo la situazione pare stia tornando alla normalità:“Il calo degli ascolti del Tg1 è una “non notizia” perché da due giorni il Tg1 è tornato leader degli ascolti”. Lo sottolinea il senatore del Pdl, Enzo Fasano. “Il presunto calo – spiega Fasano – si riferisce a cinque giorni, nei quali era in atto la risintonizzazione della Rete Uno, assolutamente solo a cinque, ed è stato imbastito un caso mediatico che non ha riscontro nei numeri. Piuttosto c’é il silenzio su quello che avviene al Tg3, dove ogni sera si assiste a uno scempio della verità con autentiche falsificazioni di fatti”.

La denuncia del Cdr del Tg1 sul preoccupante calo di ascolti della testata non può passare sotto silenzio ne può essere rubricata come un semplice comunicato sindacale. Il Tg1, la sua credibilità, il suo ruolo e la sua funzione sono un patrimonio non solo della Rai e di chi paga il canone ma, semmai, di tutti gli italiani”, lo dice Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione vigilanza Rai.

Chi ha causato la recente corsa affannosa del Tg1 quindi? Vari fattori probabilmente, quanto alla sua attuale stabilizzazione sugli standard abituali non rimane che attendere i dati dei prossimi giorni.

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