Il televoto: questo sconosciuto?

di Redazione 1


Alla fine il bubbone doveva scoppiare: è di questi giorni la notizia che l’Antitrust ha avviato due istruttorie nei confronti di Rai e Rti circa la questione del televoto, ossia il meccanismo grazie al quale i telespettatori durante alcune trasmissioni sono chiamati ad esprimere il loro parere attraverso l’apparecchio telefonico:”La decisione – riporta una nota – è stata presa dopo che l’Autorità aveva tentato la via della moral suasion nei confronti delle due aziende radiotelevisive, chiedendo l’introduzione di “filtri” in grado di escludere le utenze business dal meccanismo del televoto“. Le polemiche erano fioccate numerose già durante l’ultimo Festival di Sanremo, dove concorrenti apparentemente svantaggiati dal giudizio del pubblico, proprio con il televoto, nella fase finale erano stati capaci di ribaltare il risultato a loro sfavorevole.

Il sospetto che dietro ci fosse una qualche macchinazione ordita da società di call center in grado di veicolare il consenso del pubblico, con l’apporto di numerose telefonate a favore di determinati soggetti, era balenato grazie anche alle denuncie del Codacons. Quest’ultimo aveva chiesto la sospensione dei risultati finali e, assieme all’Associazione utenti radiotelevisivi, il sequestro dei televoti alla Guardia di Finanza di Sanremo e all’autorità delle Tlc. Il fatto che Rai e Rti si siano guardate bene dall’assecondare le richieste di collaborazione rivolte loro dall’Antitrust, fa pensare che molti dei sospetti finora emersi non siano privi di fondamento.

Tempo fa Lele Mora, in veste di agente dei vip spiegò che per far vincere a Walter Nudo, l’Isola dei famosi erano stati spesi oltre 25mila euro in televoto. Il cachet dell’artista che con quel successo sarebbe arrivato alle stelle, avrebbe ripianato i costi. Sanremo nell’ultima edizione ha movimentato oltre due milioni e 700mila euro, la metà dei quali andata alle compagnie telefoniche. Ogni telefonata costava 75 centesimi.

Considerato che i cittadini sono chiamati oltre che ad esprimere un giudizio, che è nel loro diritto, a farlo pure a pagamento non sarebbe giusto ideare una tecnica più trasparente onde evitare gli immancabili sospetti di raggiro? O perché non, ma qui siamo in piena fantascienza, abilitare un numero verde e far votare gratuitamente? La risposta è sotto i nostri occhi: nll’italietta dei furbetti, del pacco contropacco, di fronte a una torta cosi appetitosa come il televoto, dove tutti possono affondare le mani, più la cosa è torbida, meglio è. Possibile che chi voglia far valere i diritti del pubblico, debba alle fine passare inevitabilmente per pianta grane o peggio per fesso?

Commenti (1)

  1. una truffa legalizzata,a mio avviso,è ora che qualcuno si muova ma sul serio….troppi soldi e interessi vi girano attorno…enti preposti al controllo datevi una mossa…grazie

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