C’è posta per te vince ancora e Massimo Donelli gongola

di Diego Odello 5

Ieri sera si è chiusa con la tredicesima edizione di C’è posta per te e Massimo Donelli, direttore di Canale 5, visto il risulto, l’ennesima vittoria di Maria De Filippi con 5 milioni 870mila telespettatori (29,91% di share), gongola, scrive una nota per congratularsi con i fautori di tale successo e ragala cifre a volontà:

Dal 2000 a oggi “C’è posta per te” ha avuto una share media del 30% ed è stata seguita mediamente da oltre 6 milioni di telespettatori. Ancora più impressionante è il dato medio di copertura (ovvero il numero di persone che hanno visto “C’è posta per te” almeno per un minuto nella loro vita): superano largamente i 18 milioni. Non basta.

Prima annotazione: leggendo così i dati verrebbe da pensare che questa edizione non sia stata un successo, dato che la media di spettatori è stato inferiore, seppur di poco, a sei milioni. Fortunatamente per Maria De Filippi e Canale 5, essere sotto i sei milioni nel 2009 non è un male…

Dal 2001 a oggi (prima aveva contro film o fiction), Maria De Filippi è stata sfidata al sabato da Fiorello, Lucio Dalla e Sabrina Ferilli, Giorgio Panariello, Morandi, Milly Carlucci, Antonella Clerici, Gianni, Pupo e Max Giusti. Nove conduttori diversi, ma sempre lo stesso risultato: la vittoria di “C’è posta per te”

Seconda annotazione: C’è posta per te non ha sempre vinto (ad esempio Milly Carlucci), ma ciò non inficia il suo ottimo risultato, semmai il dato riportato inesatto.

E ancora: nonostante la nascita e la crescita del calcio in pay-tv, con gli attesissimi anticipi del sabato, e nonostante la contemporaneità, a più riprese, con le partite della Nazionale, una percentuale rilevante di uomini, pari al 23.5%, è rimasta fedele al programma. Può sembrare ovvio, poi, che il cuore del pubblico di Maria sia femminile. Ma ovvio non è. La forza di “C’è posta per te” sono le donne della fascia 15-54 anni, che, solitamente, da un punto di vista strettamente televisivo, risultano altamente infedeli (hanno cioè una grande mobilità da un titolo all’altro). Nel caso di Maria sono, invece, fedelissime.

Terza annotazione: per il pubblico maschile non si specifica la fascia d’età di fedeli a Maria, mentre, nel caso del pubblico femminile viene direttamente omessa la percentuale, soprattutto confrontata all’infedeltà generale.

Tutti questi dati (e sono solo una minima parte di quelli sciorinabili) sottolineano la forza di “C’è posta per te”. E ho tenuto a renderli pubblici perché spesso si regalano titoli rilevanti a programmi che durano l’espace d’un matin (e spesso hanno migliore stampa che audience…) mentre si tende a trascurare chi costruisce un successo ed è capace, innovando, di portarlo avanti nel tempo.

Quarta annotazione: sui blog, così come sulla stampa (specie sui settimanali), C’è posta per te non è mai stato trascurato.

Un’ultima annotazione. Si accusa spesso la tv generalista di fare sempre gli stessi programmi. Ma qualcuno sa spiegarmi perché Canale 5 dovrebbe rinunciare a un gioiello come “C’è posta per te”?

Quinta annotazione: nessuno chiede a Canale 5 di rinunciare a C’è posta per te, semmai di smetterla di trasmettere programmi logori e di osare, sperimentando di più.

Concludendo: onore e merito a Maria De Filippi e al suo C’è posta per te, ma credo che per descrivere l’ottimo risultato, non serva sciorinare dati, ma basti segnalare l’affetto espresso dal pubblico e sottolineare gli ascolti ottenuti.

Commenti (5)

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