Nino Formicola (Gaspare) a Cinetivù: “In Italia non si investe più nel varietà”

Una delle coppie comiche più celebri del piccolo schermo è sicuramente quella composta da Zuzzurro e Gaspare, alle spalle il successo teatrale e televisivo lungo più di trent’anni che vide Andrea Brambilla e Antonio Formicola detto Nino esordire nel 1978, dopo l’esperienza sul palco del celebre locale milanese Derby, in Non Stop fra gli show Rai meglio riusciti del passato. Cinetivù ha raccolto le impressioni di Nino Formicola al termine della trionfale tappa romana dell’ ultimo spettacolo teatrale, ecco cosa ci ha detto.

Nino avete appena terminato di recitare al teatro Golden di Roma con Non è più il futuro di una volta a firma di Aicardi, Formicola, Pistarino e Freyrie: di cosa parla lo spettacolo?

E’ la storia strana di Zuzzurro e Gaspare nel terzo millennio i quali, siccome non li vuole più nessuno, hanno aperto un bar. A un certo punto però vengono chiamati da un direttore che li vuole di nuovo in tv. I due preparano uno spettacolo basato sull’idea di prendere in giro la nostra vita attuale da due punti di vista: il mio tecnologico quello di Zuzzurro più tradizionale. Si parla di bambini, tecnologia di vecchi…insomma di molti argomenti che riguardano il quotidiano. Uno spettacolo autentico.

Quali sono le vostre prossime tappe?

Devo dire innanzitutto che a Roma Non è più il futuro di una volta ha avuto un successo straordinario, quindi torneremo sicuramente. Gireremo tutta l’Italia fino a maggio, toccheremo numerose regioni ma non saremo in Campania.

E i progetti televisivi?

Siamo stati ricontattati per fare ancora Zelig, speriamo di esserci, ovviamente se potremo coniugare la tv con gli impegni teatrali, visto che non sappiamo quali sono le date del programma di Canale 5. L’anno scorso ad esempio ci hanno chiamato per fare una puntata, poi ne abbiamo fatte cinque, ma è stato un tour de force allucinante perchè nel frattempo lavoravamo anche in teatro. Devo dire che il palco ci sta dando grandi soddisfazioni, continuiamo a ricevere le giuste gratificazioni che ci premiano per tanti anni di lavoro.

Con Zuzzurro fai molto teatro, qual è la situazione al momento in Italia?

Drammatica! Considera che noi possiamo ritenerci fortunati, ma ci sono tante compagnie ferme, i produttori sono una razza in estinsione e non se la sentono di puntare su spettacoli di cui non siano sicuri del riscontro. Inoltre è in atto un’autentica scure sui fondi per cui si hanno a disposizione anche meno giorni per potersi esibire perchè non ci sono i soldi per pagare tutti. La crisi economica poi ha determinato che la gente se deve tagliare sul budget personale, economizza ad esempio proprio sui biglietti per il teatro. Noi siamo stati i primi a sentire la crisi e saremo probabilmente gli ultimi ad uscirne, non siamo messi bene.

Con Andrea Brambilla hai partecipato a trasmissioni televisive memorabili come Non Stop, La Sberla, Drive In quali ricordi con maggior piacere?

Quella che abbiamo scritto noi e che riteniamo uno dei varietà più importanti del secolo scorso: Emilio, che è la naturale evoluzione di tanti show del passato che hanno avuto successo. Poi purtroppo la catena si è interrotta perchè non si investe più nei varietà. L’unico sopravvissuto ormai è Zelig, in quanto meno costoso.

Insomma le idee non ci sono..

Al contrario ci sono eccome, solo che dall’altra parte del tavolo non c’è più nessuno che se la sente di rischiare.

Come è cambiata la comicità rispetto a 35 anni fa quando avete esordito?

Io credo che la comicità non cambi mai, quello che fa ridere oggi farà ridere sempre come testimoniano personaggi immortali tipo Totò ad esempio, i suoi sketch continuano ad appassionare. Tra l’altro io sono del parere che la comicità non ha etichetta, chi fa divertire, ci riesce e basta, può piacere o non piacere. Vedi il successo di Checco Zalone che pur essendo del sud piace a tutti.

C’è un aneddoto che vorresti raccontarci?

Di aneddoti da raccontare in 35 anni di carriera ce ne sono tantissimi, quello che mi piace ricordare con più piacere è sicuramente il ritorno a Zelig, considera che quella sera nessuno sapeva che avremmo partecipato e quando Claudio Bisio ci ha annunciato il tributo del pubblico è stato tale che non riuscivamo a cominciare, è stato davvero commovente. La scelta di non partecipare a tutti i programmi televisivi che ci capitava è stata premiata. Una degna soddisfazione per tanti anni di lavoro, segnati anche da duri sacrifici. Grazie a Gino e Michele che ci hanno dato questa possibilità!

Grazie Nino e in bocca al lupo per la tournée!

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