Intervista a Beppe Fiorello: “Porto Modugno a teatro”

di Redazione Commenta

Arriva a teatro “Penso che un sogno così...”, il nuovo spettacolo di Beppe Fiorello. L’attore siciliano – in una recente intervista – ha dichiarato di voler raccontare la propria vita, usando come filo conduttore le canzoni di Domenico Modugno.

Innanzitutto Beppe Fiorello spiega la somiglianza tra Modugno e il vero protagonista dello spettacolo, ovvero suo padre:

Mi sono divertito a intrecciare le due figure perché avevano molti punti in comune, e a un certo punto questa è diventata una sovrapposizione tale da ricreare quasi una persona unica. Intanto si somigliavano tantissimo fisicamente: i capelli, la voce, i baffetti. E poi negli anni ho scoperto una serie di aneddoti che li ha accomunati. Per esempio mio padre veniva spesso chiamato da fidanzati disperati che, come ultimo tentativo di conquistare l’amata, gli chiedevano di andare a cantare serenate sotto le finestre. Con il risultato che poi queste si innamoravano di lui. Stessa identica cosa accadde a Modugno da giovane. 

 

A chi gli chiede di raccontare in breve il proprio spettacolo, che andrà in scena fino al 6 aprile, risponde:

Vengono affrontati temi come il progresso, il caporalato. E poi l’industria, la fabbrica, il Sud, l’emigrazione. Con dei personaggi assurdi. Mentre lo scrivevamo ci sembrava un bel testo drammaturgico mentre alla fine sono emersi anche degli aspetti tragicomici e comici che non ci aspettavamo. Grazie soprattutto a personaggi che ho scovato nei miei ricordi e che, portandoli in scena, fanno molto ridere. 

 

Infine, una piccola soddisfazione:

Ci sono sono arrivate richieste persino dagli Stati Uniti. Mi chiedevo cosa avrebbero potuto capire ad Atlantic City dello spettacolo ma mi è stato risposto che capiranno meglio che al Paese mio… Ci saranno molti emigrati e tra loro Modugno è ancora molto vivo.

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