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HSE24, Nicola Gasperini a Cinetivù: “In futuro avremo programmi come quelli di Real Time”

In occasione del primo anno di attività di HSE24 abbia intervistato Nicola Gasperini, amministratore delegato della tv semigeneralista di shopping, intrattenimento e news.

HSE24 spegne la sua prima candelina. Tracciamo un bilancio di questo primo anno di attività.

Un primo anno faticoso ma molto soddisfacente. Faticoso perché, come ben sappiamo, la situazione economica generale non è delle migliori. Noi abbiamo una struttura di persone molto in gamba, abbastanza limitate numericamente e quindi riuscire a lanciare questo canale e a riempire queste 24 ore di contenuti è un’attività frenetica. La nostra realtà è una realtà molto ampia: partiamo dalla selezione del prodotto al momento in cui il prodotto lo consegniamo a casa del cliente. Facciamo tutto. È un’attività molto intensa. Siamo soddisfatti del risultato. E soprattutto sono soddisfatti i nostri clienti. Avere dei clienti soddisfatti è il nostro primo obbiettivo. Questo è quello che sta avvenendo. È un ottimo viatico per la crescita futura.

A proposito di crescita, quali sono le vostre prospettive future?

Continuare nella crescita e sviluppare ulteriormente. Quindi investire ulteriormente. I risultati che stanno arrivando sono soddisfacenti ma ancora siamo in una fase in cui necessitiamo di investire. Gli investimenti andranno sia nella direzione di andare ad incrementare la varietà di prodotti da proporre ai nostri clienti, sia nella direzione di aumentare anche la varietà di produzione televisiva e quindi di contenuto. Sono prospettive sia di ulteriore investimenti che di ulteriore crescita. Siamo in una fase in cui stiamo ancora assumendo delle persone e la prospettiva è di andare ad incrementare il numero di ore di produzione che stiamo realizzando fin da subito. Già dalla prossima estate avremo una quantità di contenuto on air ancora superiore rispetto a quella già ampia che abbiamo adesso. Per proporre prodotti nuovi e andare in una direzione che è quella poi del futuro di medio termine di essere live, quindi trasmettere in diretta. E dal prossimo anno portare la produzione in Italia. Oggi produciamo nel nostro centro di produzione di Monaco di Baviera. La prospettiva è di portare la produzione dal 2013 in Italia. Nonostante il momento difficile a livello generale si abbia l’impressione che le aziende straniere non vedano così bene gli investimenti in Italia noi al contrario abbiamo un azionista tedesco che continua a credere nel nostro paese.

C’è un programma che ruberebbe ad un altro canale?

Mi piacciono alcune cose che fa Real Time.

Ad esempio?

Da un punto di vista concettuale il fatto di essere riusciti a portare in televisione, e ad avere un discreto successo, delle persone semplici che sono nate sul web come Clio Make-up. Credo sia stata una cosa abbastanza innovativa e di grande successo. Questo tipo di programmi li vedo molto attinenti a quello che facciamo noi.

Crede che siano esportabili su HSE24?

Stiamo cercando di capire in questo momento dato che siamo un canale semi-generalista. Ovviamente i propri ricavi li ottiene attraverso la vendita diretta al consumatore, e quindi non attraverso la raccolta pubblicitaria. Abbiamo in progetto di fare una certa televisione di intrattenimento e di informazione. Con l’informazione siamo partiti subito con le edizioni del telegiornale che sono rivolti al mondo dei consumatori e quindi parlano delle problematiche che impattano direttamente sui consumatori: dal problema dei costi dei carburanti, fino eventuali suggerimenti su come comportarsi negli acquisti. Oggi abbiamo un’ampia sezione che ci arrivano direttamente dalla Comunità Europea, quindi il nostro rotocalco 7E24 Europa è proprio un contenitore di programmi prodotti dalla Comunità Europea in collaborazione con la Commissione che cerchiamo di divulgare. Il progetto è quello di portare altri contenuti di intrattenimento all’interno del canale. Da questo punto di vista sono contenuti del genere dei canali come Real time. Contenuti in cui ci sia un coinvolgimento dei consumatori, oppure dove si mira a dare suggerimenti. Ci stiamo lavorando e sicuramente in futuro avranno uno spazio sul nostro canale. Siamo alla ricerca sia di idee per auto produrre qualcosa che di parternship per fare contenuti insieme, sia di contenuti già esistenti.

Cosa differenzia HSE24 dagli altri canali che si occupano di home shopping?

In Italia esistono altri due canali, uno è Media Shopping, nato dalla prima esperienza di Home Shopping Europe, che oggi però svolge un’attività con un modello di business che è leggermente diverso. La differenza con Media Shopping è che Media Shopping ha un modello attinente agli infomercial, quindi pochi prodotti molta ripetitività con principalmente video che fanno dimostrazioni, ma non dimostrazioni in studio, con video che arrivano direttamente dal fornitore. Quindi diverso dal nostro tele shopping, live shopping. Anche le categorie merceologiche, Media Shopping ha molti prodotti sul sito internet ma in televisione ne presenta pochi e sono abbastanza concentrati in categorie come fitness o la casa. mentre i prodotti di cosmetica, alla moda, così via non sono presenti. Con QVC le differenze sono meno marcate. QVC fa programmazione in diretta per 17 ore, noi siamo al 100% registrati. Introdurremo la diretta più avanti, molto probabilmente alla fine di questo anno o l’inizio del prossimo. Loro sono live e questo permette di avere una varietà di prodotti più ampia. Come modello di business quello di QVC è lo stesso di HSE24, la differenza la fanno la varietà della merceologia e la diretta.

Quanto conta il conduttore nell’acquisto di un prodotto?

Contano molto tutte e due le persone che normalmente sono in video nella presentazione di un prodotto. Il conduttore e l’esperto svolgono un ruolo molto ben preciso perché il conduttore è la persona che deve guidare lo show, che deve aiutare il consumatore a capire, da un punto di vista commerciale deve dare quella spinta ad acquistare il prodotto. L’esperto è l’altra figura importante perché è quello che sa molto bene cosa fa il prodotto. Molto spesso l’esperto è una persona che viene direttamente dal fornitore del prodotto, che fa parte dell’azienda.

Quali sono i prodotti che vanno per la maggiore?

Nel nostro business sono tutto quello che ha a che vedere con i prodotti per la casa: i prodotti per la pulizia e i prodotti per la cucina. Sta crescendo tantissimo il mondo legato alla moda. La moda più classica, dagli abiti alle scarpe agli accessori, e la moda come l’intimo contenitivo (che ha un grande successo). Abbiamo appena lanciato una nuova linea di scarpe e hanno riscosso subito molto successo. Rispetto all’esperienza di 10 anni fa in cui vendere moda a distanza era più complicato oggi, invece, è una delle categorie trainanti.

Ho notato che a farla da padrone sono i prodotti dedicati al pubblico femminile. Il pubblico maschile non è interessato all’home shopping oppure la vostra mission di partenza non contempla merce per questo tipo di pubblico?

C’è una regola generale che dice che lo shopping è un po’ più femminile. Questo è così un po’ tutto il mondo. È anche una questione di presenza davanti al televisore, il pubblico è maggiormente femminile. In realtà noi abbiamo una quota di prodotti dedicati al pubblico maschile: fai da te, giardino. Che realizzano un 15% delle nostre vendite. Non è del tutto trascurabile. Mentre invece il nostro competitor QVC non ha prodotti maschili e si rivolge esclusivamente a un pubblico femminile. Noi abbiamo un 35% di clienti maschi. Sul web questa percentuale è superiore. È vero che tendenzialmente il pubblico femminile è più propenso ad acquistare attraverso il nostro canale.

Com’è nata l’idea di far rinascere il canale?

È nata da una combinazione di fattori che si sono verificati nel momento giusto. Da un lato la volontà di Home Shopping Europe di internazionalizzarsi, contemporaneamente in Italia si sono aperte opportunità legale allo switch off dell’analogico. Questo ha permesso di avere una licenza di un canale nazionale a costi relativamente non bassi ma accettabili per il momento di business. L’avvento del digitale terreste ha aperto una opportunità che è stata colta immediatamente.

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