La7, Paolo Ruffini: “Sono in una rete dove si ha l’ambizione di affrontare i grandi”

di Redazione Commenta

Il neo direttore de La 7, Paolo Ruffini ha illustrato il suo piano editoriale per la nuova stagione tv (Fonte La Stampa):

La sfida è entusiasmante. Sono in una rete dove si ha l’ambizione di affrontare i grandi, Davide e Golia, davvero. D’altronde le sfide si vincono anche, venerdì Crozza ha battuto, con uno spettacolo praticamente teatrale, costruito in tv, Canale 5, Raidue, Raitre. Anche Formigli con Piazzapulita va benissimo. Sono successi di cui mi posso vantare perché i palinsesti in onda adesso non li ho decisi io.

Ruffini è consapevole di aver lasciato una patata bollente ad Antonio Di Bella (insediato alla direzione di Raitre)

Il programma di Bollani, per esempio. Si dice che dovrebbe andare in prima serata. Sbagliato. Non si butta allo sbaraglio una trasmissione gradita, ma delicata. Quando credi in un personaggio, in un progetto, lo devi riparare, proteggere.

Il responsabile di rete non ha negato il suo interessamento a Serena Dandini:

La Rai ha commesso l’errore di chiudere uno dei migliori programmi in onda, il suo, e lei è sul mercato: certo, ci stiamo parlando. E lavoriamo a un progetto diverso rispetto a Parla con me.

Fitta l’agenda di appuntamenti per i prossimi mesi:

Ci saranno sorprese, che non voglio rovinare. Tornerà Paolini, torneranno Fazio e Saviano con Vieni via con me : su Raitre fu il programma più visto della stagione, dopo il Gran Premio di Abu Dabi. Magari non faremo tutti quei milioni di spettatori o magari sì, chissà.

Ruffini ha, inoltre, rivelato di non aver ricevuto alcuna pressione da parte dei dirigenti de La7:

Liberissimo. E devo pensare solo a La7, non ad un insieme di canali, come alla Rai. La mia visione è la stessa: una rete con una fisionomia precisa, che va dal mattino di Omnibus, di Myrta Merlino, di Benedetta Parodi, al pomeriggio di Atlantide , al tg di Mentana, e poi Gruber, Lerner. All stars ma anche quotidianità: una rete che il pubblico sceglie perché la sceglie, non perché la subisce.

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