Cesare Lanza: “Paolo Bonolis? E’ geniale ma pigro, resta abbarbicato alla formula vincente”

di Fabio Morasca Commenta

Cesare Lanza, giornalista, autore televisivo e regista, alla soglia dei suoi 70 anni, ha rilasciato un’intervista a Sette. Lanza ha ripercorso i suoi anni trascorsi come autore televisivo, esprimendo la sua opinione riguardo personaggi con i quali ha lavorato, come Paolo Bonolis, e svelando altri aneddoti particolarmente curiosi.

Cesare Lanza esordisce affermando che le domeniche televisive, di cui è stato autore, non erano “trasmissioni altissime”. Successivamente, parla di Paolo Bonolis, con il quale non lavora più:

Bonolis è come un personaggio di Alberto Sordi. Si lamentava perché non gli facevano fare quel che voleva. Quando gli ho chiesto perché con tutti i milioni che aveva guadagnato non si autoproduceva un grande show “alto”, lui ha sorvolato. E’ geniale ma pigro, chiacchierone e un po’ vile. Come tutti i conduttori, una volta raggiunto il successo, resta abbarbicato alla formula vincente. Vedrai che farà Ciao Darwin anche quest’anno. In tv più che dei conduttori, la responsabilità è dei dirigenti.

Parlando della sua trasmissione flop, Socrate, (“Molte trasmissioni sono andate peggio e sono costate di più”), Lanza spende belle parole nei confronti di Carlo Freccero:

E’ un genio, sogno di rifare Socrate con lui.

Cesare Lanza ammette di aver detto sì a qualche raccomandazione, come quella di Barbara Guerra a La Fattoria, ma anche di averne rifiutata una a Sanremo:

Barbara Guerra era molto, molto sponsorizzata. Al Festival di Sanremo, però, arrivò una segnalazione di Berlusconi che suggeriva il nome di una cantante sarda sconosciuta. Gli facemmo capire che non potevamo fare una figura così meschina.

Parlando di Mediaset, Lanza esprime la sua opinione anche su Fedele Confalonieri:

Confalonieri ha fatto qualche tentativo di alzare il livello delle trasmissioni. Ma non è mai andato fino in fondo. Non credo che lui abbia molta autonomia. Mi hanno raccontato un vecchio episodio che descrive bene i rapporti della galassia berlusconiana: siamo nel ’93, quando il Cavaliere convocò i suoi per decidere la discesa in campo. Letta e Confalonieri erano contrari. La tensione era alta. Letta arrivò a sbattere un pugno sul tavolo: “Così ci rovini tutti”. A quel punto interviene Confalonieri: “So che di là ci sono ottimi gelati, vado a prenderli”. La riunione riprese con toni affabili.

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