Il caso della piccola Yara sconvolge la domenica televisiva, Domenica Cinque tenta di convertire Cecchi Paone, L’Arena parla di Sanremo

di Fabio Morasca 4

Barbara D’Urso ci dà il consueto e allegro benvenuto per la puntata odierna di Domenica Cinque. L’atmosfera gioviale, però, ha i secondi contati: gli aggiornamenti riguardo la scomparsa della piccola Yara sono, infatti, drammatici e, ovviamente, la trasmissione non può non fare a meno di trattarli nel consueto talk.

Prima di parlare, però, del ragazzo tunisino, accusato di sequestro e omicidio della piccola Yara, Barbara D’Urso si occupa, vista l’imminente Immacolata Concezione, della Madonna di Medjugorie e i suoi miracoli, molto frequenti, tra cui quello di aver riportato in televisione, Paolo Brosio.

La scaletta de L’arena, invece, che doveva regalare succose anticipazioni riguardo il prossimo Festival della Canzone Italiana, viene stravolta e Massimo Giletti si occupa immediatamente del caso di Yara, con il ragazzo tunisino che avrebbe rilasciato una confessione eloquente:

Che Allah mi perdoni, ma non l’ho uccisa io!

Su Canale5 si inizia a parlare di Madonna e di miracoli: il laicissimo Alessandro Cecchi Paone attacca Paolo Brosio e la sua inaspettata conversione:

Tu non sei sereno! Vai a un finto santuario, da una finta Madonna, che fa finti miracoli!

Paolo Brosio, ovviamente, anche se con calma serafica, cerca di spiegare le sue ragioni, raccolte, casualmente, nel suo nuovo libro di prossima uscita.

Massimo Giletti, ne L’arena, intanto, trattando dell’arresto del ragazzo tunisino, prega che non ci si lasci andare con dichiarazioni velate di razzismo: come fa notare Giampiero Mughini, però, il titolo del talk, di sicura presa popolare, è il seguente:

Yara, fermato nella notte uno straniero.

Tornando a Canale5, la messa in rassegna di tutti i miracoli possibili e immaginabili sembrano avere un unico scopo: convertire l’agnosticissimo Alessandro Cecchi Paone. In studio, viene mostrata una radiografia, nella quale compare la medaglietta di una madonnina, la stessa che Brosio, ignaro della storia, ha casualmente in tasca: si apre, così, un dialogo che rasenta la gentilezza blasfema:

Paolo Brosio santo subito!

Brosio porge una medaglietta della Madonnina ad Alessandro, prontamente rifiutata dal Cecchi Paone, riluttante a credere nella Madonna tuttofare:

Prendila! E’ la Madonna, mica ti morde!

Certo, non morde. Però, se parliamo della omonima cantautrice statunitense ai fasti dell’Erotica tour del 1992, allora il discorso cambia. Cecchi Paone accusa la Madonna di aver trattato male Paolo Brosio, più di quanto abbia fatto Emilio Fede:

Guarda come t’ha ridotto!

Il punto di vista di Alex Cecchi Paone si può riassumere così: dietro al predicare, c’è un chiaro scopo di lucro.

A L’arena si parla finalmente del Festival di Sanremo: una dozzina di ospiti, tra cui Cristiano Malgioglio, Valerio Scanu e i loro parrucchieri, Jo Squillo, Katia Ricciarelli, Cecilia Rodriguez e Vittorio Sgarbi che, nell’attesa di lanciare qualche moccolo, smanetta col cellulare e legge il suo stesso libro, fortemente curioso del contenuto.

Oggetto del talk: una vignetta di Stefano Disegni che descrive Elisabetta Canalis e BeleM Rodriguez (così appellata da Giletti), showgirls del prossimo Sanremo, come vallette senza testa. Il ministro delle Pari Opportunità, Jo Squillo, ha deglutito un dizionario: parla addirittura di una “sottocultura maschilista retrograda”. Ottima evoluzione per una che, trant’anni fa, cantava “Violentami sul metrò”.

Vittorio Sgarbi, invece, che dopo aver letto il libro, ha ordinato un tagliolino al pesto con un bicchiere di Nobile di Montepulciano, la butta sulla politica. Disegni, comunista, ha offeso le donne nello stesso modo in cui Silvio Berlusconi ha offeso Rosy Bindi: questo è il Vittorio-pensiero.

Il discorso prende una brutta piega: Massimo Giletti, stanco che il caso venga politicizzato, si infervora:

Basta! Torniamo alla musica! Ecco, Valerio Scanu…

Che è un po’, come dire…

Basta! Torniamo all’astrofisica nucleare! Ecco, Capitan Kirk…

Su Canale5, Domenica Cinque invita i leader di centrosinistra, solo se parlano di fregnacce. Ospite dell’intervista è Dario Franceschini, capogruppo del PD alla Camera. Chi si aspettava la presenza di Rosemary Altea, pronta a mettersi a contatto con la sinistra italiana, rimarrà deluso: Franceschini viene descritto, infatti, come un gran campione a carte. Bene, se il PD perderà le prossime elezioni, almeno potrà consolarsi con una porchetta vinta al torneo di Teresina della Parrocchia.

A seguire una coreografia alquanto curiosa della splendida Nora Mogalle: durante il balletto, infatti, Nora si fa scoppiare due tette fittizie. Si vocifera che la coreografa sia Carmen Di Pietro.

La seconda parte di Domenica Cinque è dedicato al tragico caso di Yara: se Giletti ha fatto attenzione a non dare adito a messaggi razzisti (riferimento al tunisino in stato di fermo, accusato di omicidio), Barbara D’Urso non si fa problemi, leggendo il contenuto di un messaggio comparso in quel di Brembate di Sopra:

Basta con questi nordafricani, se ne tornassero al paese loro!

Ovviamente, il pubblico di Domenica Cinque, strenui elettori della Lega, applaude convinto.

In una sorta di macabro “Tutto il calcio minuto per minuto”, la linea passa da Brembate ad Avetrana e viceversa: si tratta della centoquattordicesima versione dei fatti di Michele Misseri fino alla ricerca, in tempo reale, del corpo della povera Yara. In mezzo, un servizio che mette addirittura a confronto le due tragedie.

Omertà sì, omertà no, tragedia familiare da una parte, delitto avvolto nel mistero dall’altra, solo una cosa hanno in comune, le due tragedie: l’Auditel alle stelle.

Commenti (4)

  1. sul caso di yara per me i sequestratori sono dei profesionisti e credo al 95% che yara sia viva e e tenuta prigioniera al estero.
    sul fatto che il segniale del cellulare quando anno captato l´ultimo segniale il cellulare era li ma yara no.

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