Paola Barale come Barbie: protesta contro le Femen

di Redazione Commenta

La biondissima Paola Barale ha posato per il settimanale Chi nelle vesti della celebre Barbie per dire la sua contro le polemiche del gruppo Femen,  contro la nuova casa Barbie, inaugurata da poco a  Berlino. Queste ultime avevano aspramente criticato l’immagine stereotipata della donna trasmessa dalla famosa bambola, a favore di una maggior tutela dei diritti delle donne.

 

 

Sarà che quando ero piccola giocavo poco con Barbie, perchè mentre io immaginavo  rocambolesche avventure nei sotterranei di un museo o nel profondo di una tomba dei maya, portando Barbie con me, mi accorgevo che la biondissima continuava a sorridere sorniona anche mentre nella mia immaginazione eravamo circondate da una masnada di coccodrilli e cercavamo di raggiungere a nuoto la riva opposta del Rio delle Amazzoni. Il nostro rapporto s’interruppe quando scoprii che lei adorava il rosa, i merletti e il tacco dodici.

Ma Paola Barale sembra mostrarci un aspetto ben diverso della nota bambola:

 

Barbie è indipendente: il fulcro del suo mondo è lei, solo lei, il resto sono accessori, compreso Ken.

 

 Paola sfutta il dualismo con la sua carriera mostrando come abbia  lavorato con la sua immagine sempre restando indipendente:

Io ho fatto persino un calendario nuda, nel 2000, per la rivista GQ. Forse mi dispiaceva che fosse un calendario, ma è stato il modo per farmi fotografare da un grande artista come Fabrizio Ferri. E devo dire che non sono mai stata così bella. Anzi, in realtà non lo ero neanche allora, perché c’erano di quegli effetti speciali… Comunque non mi sono preoccupata di essere considerata un oggetto. Sono stata fraintesa in mille altri modi in vita mia.

Infine Paola dimostra come si possa essere indipendenti anche in amore, parlando della sua storia con Raz Degan, con cui  procede tutto a gonfie vele.  Rispetta il suo uomo, ma ha bisogno di spazi solo suoi. Ringrazio Paola Barale di avermi mostrato l’altra faccia di una Barbie indipendente, emancipata e che usa la sua bellezza solo per lavoro. Forse, invece di protestare contro le Femen potrebbe considerarle delle alleate: in fin dei conti anche loro adorano il rosa.

 

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