In nome del Papa Re, Gigi Proietti sulle tracce di Manfredi, presto su Raiuno

di Redazione 1

In questi tempi in cui in televisione impera a più non posso la vista dell’ abito talare, la Rai ha pensato bene di mandare in onda il  remake di un ottimo film In nome del Papa re di Luigi Magni che già nel 1978  fu premiato con ben tre David di Donatello , tra cui quello per miglior film e miglior attore protagonista, Nino Manfredi. Ed il protagonista di questa nuova miniserie di due puntate ispirata alla fortunata pellicola  sarà ora Gigi Proietti. Dopo la fortunata collaborazione proprio con Magni nella Tosca, Proietti dimostra in questa nuova avventura tutto lo splendore del suo poliedrico genio.

In onda su rai 1 l’ 8 e il 9 Aprile, In nome del Papa Re, vede alla regia  Luca Manfredi, il figlio del grande Nino, autore anche della sceneggiatura con Marina Garroni,  prodotta grazie alla collaborazione della sorella Roberta con la sua Dauphine Film Company e con il contributo di Alberto Simone. Proietti vestirà i panni del celebre Monsignor Colombo da Priverno, riportando in televisione la bellezza del racconto storico senza rinunciare ai toni della commedia. L’ alto prelato, di idee liberali,  si troverà a dover fare i conti con una Roma dei tempi di Pio IX, mentre Garibaldi sta entrando in città per porre fine al potere temporale della Chiesa e unire l’Italia. Sarà proprio un attentato dinamitardo compiuto da tre giovani patrioti,  Cesare Costa ( Domenico Diele ) il compagno Monti ( francesco Vendittti ) e Tognetti ( Marco Cassini) ai danni della caserma Serristori che ucciderà 23 zuavi francesi filo-papalini,  ( soldati dell’esercito di Papa pio IX  ) a scuoterlo ulteriormente.  Monsignor Colombo verrà chiamato a giudicare i tre giovani patrioti, e  scoprirà che Cesare in realtà è  suo figlio, nato da una fugace relazione con una nobildonna romana ( Sandra Ceccarelli ).  La pellicola sembra essere perfetta per i tempi che corrono; citando Francesco Lomonaco, uno dei primi patrioti che anticipò nei suoi scritti la formazione di un’Italia unita sotto un unico governo troviamo:perché gli Italiani, avendo unico e proprio governo acquisteranno spirito di nazionalità, avendo patria godranno della libertà e di tutti i beni che ne derivano. Chissà se fosse vivo oggi cosa scriverebbe. Intanto  tra i progetti futuri di Proietti è già in programmazione un’altra  fiction di quattro puntate,  Ora tocca a me, prodotta dalla compagnia Leone cinematografica: questa volta Proietti vestirà i panni di un giornalista in pensione che s’impersonerà in un detective.

 

 

 

 

 

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