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The Call: l’insuccesso di Teo Mammucari passa per la brutta copia di Libero

Un pò one man show, tanto game: il ritorno di Teo Mammucari in tv non brilla per ascolti (appena 1.743.000 spettatori, share 8,14%). Sicuramente, The Call, l’irriverente quiz di Italia 1 ha patito una concorrenza spietata: i Migliori Anni di Carlo Conti, le serie tv polizesche di Raidue, gli ultimi aggiornamenti sul caso Sarah Scazzi a Quarto Grado.

E’ inequivocabile che il programma somigli ad una delle punte di diamante di Mammucari, Libero: scherzi telefonici a raffica ed ignari vittime alle prese con le più disparate storie, un gruppo di sgallettate “raccomandate di lusso” con tanto di riferimento ai politici italiani, una valletta muta, Marysthell, ex Pupa, qualche ospite di spessore come Giampiero Mughini, Maddalena Corvaglia e Massimo Boldi ed un nuovo tormentone (“La parola fatata è la patata”) non rievochano i fasti dei vecchi tempi.

Cosa non ha funzionato? Il meccanismo del gioco è sicuramente coinvolgente (7 prove per aggiudicarsi i ricchi premi in palio) ma quello che è mancata è la vena sadica e raffinatamente diabolica di un conduttore sui generis. Nel corso delle varie edizioni di Libero, a Mammuccari va riconosciuto il modo di prendersi gioco di tutti con estrema crudeltà. Ed infine, riproporre in tutte le salse un format ormai usurato e segnato dal tempo, può rivelarsi una scelta azzardata e alquanto rischiosa rischiosa… ed i risultati, in termini d’ascolto, non allettanti sono piuttosto prevedibili (per fortuna che questi “esperimenti” vengono fatti fuori fascia di garanzia)… qualcuno può dirglielo al direttore di rete, Luca Tiraboschi?

1 commento su “The Call: l’insuccesso di Teo Mammucari passa per la brutta copia di Libero”

  1. in effetti the call è il meno riuscito dei prodotti di teo degli ultimi anni…ma x il resto: GRANDE MAMMUCCARI.
    anke se va detto ke il suo successo è legato a 2 ingredienti principali…supercazzola e skerzo telefonico..e non si può spremere qst risorse all’infinito.

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