Tolo Tolo, il nuovo film di Checco Zalone che fa ridere parlando di politica

di pask 1

Non si può negare che la politica sia uno degli argomenti principali del nuovo film di Checco Zalone, ma in realtà, in un perfetto connubio tra cinismo e buonismo, ecco che si raggiunge l’obiettivo fondamentale, ovvero quello di far ridere le persone che guardano questa pellicola.

Tolo Tolo, l’esordio come regista di Checco Zalone

Chiaramente il film di Checco Zalone si deve considerare la pellicola politica dell’anno e conferma ancora una volta come Zalone sia un comico civile più unico che raro, uno che ha il coraggio di affrontare in modo impattante la realtà italiana. Protagonista di questo film è un personaggio che riprende diverse caratteristiche tipiche della commedia all’italiana e non fa altro che rimanere in equilibrio sull’ambiguità che ha sempre caratterizzato questo tipo di commedia.

All’interno di Tolo Tolo, il personaggio di cui veste i panni Checco Zalone è un imprenditore, che decide di aprire un sushi bar nelle Murge, ma l’investimento si rivela in men che non si dica sbagliato. Così, decide di mollare tutto e scappare in un resort nel bel mezzo dell’Africa, con un ruolo molto più spartano come il cameriere.

La sua quotidianità è basata sulle lotte contro le tasse, l’apparato burocratico dello Stato e il rispetto delle regole. Nel momento in cui da quelle parti sbarca l’Isis, ecco che Checco viene classificato come disperso. La sua famiglia ci mette veramente pochissimo a portare il termine il riconoscimento di un cadavere, che non è il suo, per prendersi il risarcimento.

Invece, Checco è più vivo che vegeto e decide di fare ritorno in Europa, spostandosi però in Liechtenstein. Non a caso, dal momento che si tratta di un vero e proprio paradiso fiscale. Il viaggio verso il Liechtenstein, però, non è privo di difficoltà e complicazioni, dal momento che avviene mediante il deserto e il mare, in compagnia dei migranti.

Checco Zalone, con il film Tolo Tolo fa il suo esordio nei panni del regista, ha dimostrato buona sapienza e capacità di gestione del ritmo. Nei primi quindici minuti del film, in effetti, succedono molti più eventi di qualità rispetto che in tanti altri film italiani. Non si può certamente negare l’evidenza, ovvero che sia un progetto estremamente ambizioso, dal momento che si muove sempre sul filo dell’equilibrio tra cinismo e buonismo. In alcuni casi fatica a funzionare e corre un serio pericolo quando svela un numero musicale con il naufragio, ma in ogni caso Checco Zalone riesce sempre a fermarsi qualche secondo prima di scivolare.

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