Sul Doppiaggio – 13 – La fine della prima parte delle storia

di Diego Odello Commenta

… E’ così che nel doppiaggio diventa consuetudine la contaminazione linguistica e la recitazione colloquiale; Amendola si vede proiettato nell’olimpo dei doppiatori assumendosi l’onere di far recitare tutti i grandi attori, che negli anni ’70 faranno tornare grande la cinematografia statunitense. Tra l’altro, come nel passato, nasce un binomio inscindibile tra il doppiato e il doppiatore, cosa che capita solo con Amendola e Lionello (quando dà la voce a Woody Allen), perché le case di distribuzione non vogliono più far crescere il potere contrattuale dei prestatori di voce.

Il 1968 è l’anno dei grandi movimenti e anche il cinema subisce l’ondata di cambiamenti. In marzo, 105 autori di cinema si staccano dall’associazione di cui fanno parte per fondare l?associazione Cinematografica Italiana. Questi, nel convegno ad Amalfi sul cinema sonoro, propongono l’abolizione dell’uso indiscriminato del doppiaggio, perché la sua esistenza compromette la possibilità stessa di un cinema italiano sonoro. Il documento ha molti firmatari: da Lattuada ai Fratelli Taviani, da Michelangelo Antonioni a Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci. Alla fine, però, la storia dimostrerà che anche loro doppieranno le loro opere.

Gli anni ’70 si aprono con una battaglia, vinta solo in parte, dei doppiatori che richiedono di essere inseriti nei titoli di coda: una legge dello stato decreta di riportare nei titoli di coda i nomi dei doppiatori, ma questa regola viene spesso disattesa, complice n’è il grande dibattito che si apre sull’uso del doppiaggio.


A seguito dell’accesa contestazione nei confronti del doppiaggio, i doppiatori decidono di non prestare più la loro voce agli attori italiani, se non in casi particolari. La battaglia voce-volto introduce così un elemento di novità, che però non riesce nell’immediato a scardinare l’abitudine di girare i film senza curarsi troppo del sonoro. In alcune circostanze poi, è estremamente difficile pensare di sostituire la voce del doppiatore abituale con quella propria dell’attore doppiato, per non andare incontro ad una disaffezione del pubblico verso certi personaggi che si sono radicati nelle menti degli spettatori come corpi e voci.

Il 1970 è l’anno in cui si chiude definitivamente la prima parte della storia del doppiaggio, una storia lunga una quarantina d’anni, in cui una quantità notevole di vicende strettamente legate al mondo del cinema sono accuratamente celate alla maggior parte degli spettatori.

Continua…

Silvio Soldini (Regista)

Gli Usa sono i primi a essere protezionisti: non doppiano i film, e un film italiano con sottotitoli è destinato ad essere visto da dieci intellettuali a Manhattan. Una percentuale degli incassi dei film USA potrebbe essere utilizzata per il doppiaggio e la distribuzione dei film italiani all’estero.

Nella foto: Massimo Giuliani

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