Romanzo Criminale : recensione

di Redazione 3

E’ proprio questo il caso più opportuno di parlare di “cinetivu”. Romanzo Criminale, in onda su Canale5, diviso in due puntate, crea un ponte improvviso e solido tra il cinema e la televisione, che con grande piacere ho attraversato.
Le due parti vanno in onda martedi 22 e mercoledi 23 Aprile 2008, con grande piacere di tutti i fan delle ricostruzioni storiche moderne molto romanzate, o più semplicemente dei tanti bravi attori che partecipano al film.
Diretto da Michele Placido, Romanzo Criminale ci racconta la storia della banda della Magliana, che ha seminato il terrore per 25 anni in Italia, e che è stata coinvolta in efferati delitti, stragi, e crimini di ogni genere.


La vicenda è narrata attraverso gli occhi dei componenti della banda e di alcuni personaggi secondari legati ad essi. Il continuum temporale va a braccetto con la disordinata crescita dei protagonisti, con la loro maturazione sbagliata, fino alla vaga percezione di un’impossibile redenzione.
La storia, anzi, il romanzo, nasce da radici fatte di infanzia scorretta, immersa nel disagio e nelle velleità di una realtà bella e lontana da quella triste e magramente stimolante del presente vero.
Tre giovani amici e compagni di scorribande, esponenti della piccola criminalità, Il Libanese (Pierfrancesco Favino), il Freddo (Kim Rossi Stuart ) e il Dandi (Claudio Santamaria) organizzano una gang che, a partire dal rapimento del Barone Rosellini, metterà a ferro e fuoco l’Italia.
Le vicende storiche di quegli anni fanno da sfondo alla “crescita professionale” della banda, che si espande fino a diventare uno strumento in mano ai servizi segreti, coinvolto, anche se indirettamente, in episodi agghiaccianti come la strage di Bologna.
Ci troviamo di fronte a un film che ha reminiscenze di atmosfere emotive precarie, crepuscolari, come quelle che tessono i fili delle relazioni esistenti tra personaggi come quelli del mitico Scarface.
I personaggi si vogliono male e bene allo stesso tempo, e sono compatti contro una legalità precaria e oscura, giustiziera e arrogante, da combattere con le sue stesse armi, solo in modo molto più plateale.
Alfiere di questa legalità percersa diventa Scialoja (Stefano Accorsi), anch’egli figlio del conflitto come il prodotto di qualche teoria presocratica. Mi piace il modo in cui il mio animo semplice, nell’arco di un unico film è passato a fare il tifo per una parte e per l’altra in modo così frequente.
Tanto da simpatizzare con personaggi tremendi, come il Nero (Riccardo Scamarcio), sicario, killer per passione e forse per noia.
Ho adorato tutti i personaggi, in particolar modo il Freddo, emblema del conflitto possibile, simbolo della necessità, in senso più letterale, del destino e dell’orizzonte che inevitabilmente si finisce per seguire quando si intraprende una data strada.
Una vicenda lunga, intricata ma linearizzata dalla trama e livellata dall’incastonamento in un quadro storico tutt’altro che remoto nel passato. I protagonisti sono fortemente caratterizzati dalle loro peculiarià, fino ad apparire non tanto come dei cattivi, ma come parti singole, isolate, estremizzate di una persona normale spaccata in pezzi.
Niente sfugge alla spirale della morte e della violenza, tutto va in malora, come se il crimine e l’omicidio fossero l’ineluttabile “Destino” in persona; solo l’amore sembra cercare di illuminare gli angoli bui delle vicende narrate, ma con molta, molta fatica.
Vincitore del Nastro d’Argento 2006 come Miglior Film Italiano, a mio avviso perfettamente meritato, l’unico difetto della versione televisiva è di essere spezzato in due. Tutto d’un fiato è un’altra questione.
Ho letto varie recensioni del film, e mi ha colpito il fatto che ne siano stati criticati aspetti relativi alla fedeltà storica, ponendo in evidenza le falle narrative e le incongruenze con i fatti reali.
Non sono assolutamente d’accordo. Si tratta di un Romanzo criminale o no? Ed è molto, molto ben fatto. Assolutamente da vedere.

Commenti (3)

  1. -_- non sono d’accordo… solo un altro filmetto inutile.

  2. Con il mio modesto parere direi che questa seria e senza dubbio la migliore serie Tv mai prodotta in Italia negli ultimi 10 anni (e oserei anche di più ma mi fermo a 10)
    Finalmente attori che sanno recitare senza eccesso di enfasi, facce nuove nel mondo della televisione che danno un vento di freschezza al palinsesto.
    La trama e incalzante e ti lascia sempre con il gusto di poco quando finisce l’episodio e non vedi l’ora di gustarti il prossimo, (anzi per me dovrebbero trasmettere 2 episodi alla volta)
    I personaggi sono accattivanti, eroi negativi che ci fanno vedere l’altra faccia della medaglia. Dopo “La Squadra” “Carabinieri” “R.i.s.” finalmente fateci vedere un po’ di cattivi, basta con il buonismo un po’ di sana cronaca nera…
    E ovvio che io sto lodando la serie e non i fatti e fattacci che ha conosciuto quel quartiere sciagurato della Magliana.
    Anche i costumi dei personaggi sono fedeli riproduzioni di quegli anni il tutto e fatto con cura senza eccesso, anche nella scelta delle location di Roma.
    Scommetto che questa serie quando approderà sulle reti Mediaset avrà degli ottimi ascolti. E i loro protagonisti (attori) saranno i popolarissimi…

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