Recensione: Come d’incanto

di gioiabo 1

 

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C’era una volta… così inizia la gran parte delle favole e così voglio iniziare la storia di “Come d’incanto”, nuovo film della Disney, da qualche giorno nelle sale, con discreto successo di pubblico.

C’era una volta un cartone animato con la classica principessa che si innamora del bel principe. E c’era, come nella migliore tradizione delle favole, una perfida regina (stavolta madre del principe), decisa a impedire l’amore tra i due. Ma il ragazzo è determinato a sposare la bella Giselle e la regina si vede costretta a farla scivolare in un pozzo profondo. Fine della storia?

No, fine del cartone animato. Da ora in poi i personaggi diventano reali e la principessa si ritrova catapultata nel bel mezzo di New York, in un mondo che non le appartiene e dal quale è spaventata.

Si rifugia nel castello di un cartellone pubblicitario, finché non accorre in suo aiuto Robert -quarantenne, divorziato, con tre figli- che le farà girare la testa, insinuando in lei il dilemma della scelta: concedere il suo cuore al bel principe, che ha lasciato Cartoonia, accettando anch’egli le forme umane, o scegliere il simpatico avvocato salvatore?

Vi lascio la sorpresa del finale, semmai vi venisse voglia di passare un paio d’ore al cinema, leggendo questa mia recensione. Non vi spaventi il “c’era una volta”, perché rischiereste di perdere una favola moderna, concepita per piacere agli adulti, prima che ai bambini.

Una Disney che si autocelebra, con continui riferimenti alle produzioni precedenti (ritroviamo Giselle-Cenerentola, con gli animaletti che la aiutano nelle pulizie e le cuciono il vestito, Giselle-Biancaneve, tra specchi magici e mele avvelenate, Giselle-Aurora alle prese con il drago), ma che usa una buona dose di autoironia per confezionare un prodotto decisamente gradevole.

Ottima anche la scelta degli attori, con una citazione particolare per Patrick Dempsey (il sex symbol di Grey’s Anatomy), perfetto nel ruolo dell’avvocato-guida di Giselle e per Susan Sarandon, nei panni della madre-strega (interpretazione breve, ma di grande effetto).

In mezzo ai tanti, troppi cinepanettoni, un film sicuramente da vedere, per trascorrere un serata all’insegna del divertimento e dell’ottimismo, capace di far sorridere dall’inizio alla fine anche chi ha abbandonato da un pezzo l’età dell’infanzia.

Perché non c’è bisogno di rifugiarsi nelle favole: anche nella vita reale ci può essere magia. Parola della Walt Disney Production!

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