La Grande Bellezza, Fabio Rampelli: “Ci Sputtana all’estero”

di Redazione Commenta

Il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli è stato intervistato recentemente al talk show web di Klaus Davi dal titolo KlausCondicio: il politico non ha trovato mezzi termini per esprimere il suo pensiero relativamente al successo (e la seconda vita) che sta riscuotendo La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, candidato agli Oscar 2014 come Miglior Film Straniero e dopo il Golden Globe ricevuto per la stessa categoria.

La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino ci sputtana nel mondo. Certo, ha vinto un premio di grande prestigio, però indubbiamente non contribuisce, anzi, a veicolare una bella immagine di Roma e dell’Italia. Non posso fare a meno di osservare come la cinematografia che piace all’estero ci descriva come corrotti o decadenti in questo caso, come mafiosi inguaribili nel caso di Gomorra o come straccioni nel caso del cinema neorealista.

Rapelli ha proseguito:

Intendiamoci, non metto in discussione la bravura del regista e degli attori. Non è mio compito fare considerazioni da critico, ma non posso fare a meno di constatare come nella narrazione di questo film Roma e l’Italia vengano descritte come decadenti, corrotte e vecchie: insomma con l’Italia che non vogliamo più vedere e che rappresenta solo una minima parte della popolazione. Ridurre la città eterna a un concentrato di volgarità e corruzione dell’animo – ha continuato Rampelli nel corso del talk show – non è esattamente il modo migliore per promuovere la bellezza, la straordinaria umanità e l’altruismo dei romani.

Alla domanda di Klaus Davi su che consiglio darebbe ai cineasti italiani:

Prendano esempio da Woody Allen che proprio a Roma ha dedicato un racconto cinematografico sublime dal titolo To Rome With Love. Fa specie che per celebrare la capitale e il nostro Paese con un atto d’amore debba intervenire la cinematografia americana solo perché i nostri registi, pur essendo in grado di farlo, si rifiutano di parlare bene del nostro Paese. Pensi anche a Gomorra, agli innumerevoli film sulla mafia, sugli omicidi e sulle stragi: sacrosanto raccontare, ma dovremmo interrogarci sul perché siamo incapaci di raccontare con un registro artistico le infinite eccellenze del nostro Paese.

 

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