Festival di Berlino: pollice verso per l’Italia

di Enzo Mauri Commenta

Berlino amara per il cinema italiano. A pochi giorni dalla fine della 58ma edizione del Festival del Cinema, che ha visto assegnare l’Orso d’Oro per il miglior film, al brasiliano “Tropa de Elite” di José Padilha, ci ritroviamo a commentare l’ennesimo deludente risultato per una pellicola di casa nostra:”Caos Calmo“. Il film di Antonello Grimaldi, non ha ricevuto nessun riconoscimento degno di una significativa menzione, che ci saremmo aspettati almeno per il protagonista maschile: Nanni Moretti.

Nei giorni precedenti alla premiazione, la stampa tedesca pur non mostrando particolare apprezzamento per la pellicola, si era mostrata ben più benevola verso l’interpretazione di Moretti , cosa che faceva ben sperare per un positivo esito finale, con qualche premio sia pur marginale.

L’unico prodotto italiano premiato è stato il documentario “Improvvisamente l’inverno scorso” di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, che ha ricevuto la menzione speciale del premio “Manfred Salzgeber“, dedicato a lungometraggi o documentari particolarmente innovativi. Al cospetto delle grandi manifestazioni internazionali, l’Italia si ritrova ad occupare ancora una volta un ruolo marginale.


E così dopo la mancata nomination alla notte degli Oscar di “La sconosciuta” del regista Giuseppe Tornatore e le inevitabili polemiche seguite all’esclusione, ci chiediamo cosa manchi al cinema di casa nostra per essere apprezzato davvero all’estero. Berlino poteva essere l’inizio di un rilancio, si è rivelato invece un punto di chiusura, un dolente verdetto per “Caos Calmo”, solo in parte lenito dal successo di questi giorni ai botteghini italiani.

Ci appare quindi ironico e forse un po’ troppo ottimista l’articolo pubblicato da Sorrisi e Canzoni Tv di questa settimana, in cui si parla di un cinema italiano alla conquista del mondo e a questo punto anche beffardo il commento sul grande successo di “ Caos calmo” al Festival di Berlino e i due minuti d’applausi che hanno accolto la proiezione del film.

Dell’articolo ci appare più convincente la parte dove si individuano nella mancata promozione e valorizzazione delle pellicole fuori dal nostro Paese, i motivi per cui il cinema italiano oltre confine continua a non funzionare, a parte qualche sporadica eccezione.

Gli attori bravi in Italia ci sono ma hanno scarsa risonanza all’estero, a eccezione di qualche nome come Monica Bellucci, “scippata dalla Francia” come riporta ancora l’articolo di Sorrisi. Il volo d’oltralpe della cosiddetta diva, non ci appare proprio come una sventura, viste le discutibili interpretazioni a cui ci ha ormai abituato in questi anni, come quella nel recente “Le Deuxième souffle” film di Alain Corneau presentato al Roma Cinema Fest 2007.

Ora non ci resta che sperare nelle produzioni future e nella scelta ponderata dei film, che verranno proposti nei prossimi appuntamenti con il grande cinema europeo, come Cannes prima e Venezia poi.

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