Tutto può succedere, la fiction Rai condannata per danno di immagine

di Antonio Ruggiero Commenta

La fiction Tutto può succedere è stata condannata per un risarcimento pari a tremila euro per danno all’immagine e alla reputazione ai produttori di birre artigianali

Il magistrato Larisa Marchioretto, giudice di pace del tribunale di Milano, ha emesso la propria sentenza a proposito dell’azione legale intrapresa da Unionbirrai, associazione che rappresenta circa ottocento piccole aziende che producono birra artigianale ed ha condannato la fiction Tutto può succedere al risarcimento di tremila euro per danno all’immagine ed alla reputazione a causa di una battuta poco felice riguardante la qualità delle birre, ma rinfrescatevi insieme a noi la memoria subito dopo il salto.

Tutto può succedere, il frammento incriminato

A spingere la Unionbirrai ad intraprendere un’azione legale contro Tutto può succedere, la fiction Rai che rappresenta la versione italiana della serie televisiva americana di successo Parenthood, un dialogo tra i fratelli Alessandro e Carlo Ferraro, interpretati da Pietro Sermonti ed Alessandro Tiberi, dove i due, parlando di una birra che gli è stata appena servita in un frequentato locale notturno, dicono che la bevanda fa schifo. Dopo un altro scambio di battute, la sequenza si conclude con:

Prima c’aveva tutte birre normali, quelle che si trovano. Poi s’è buttato sulle birre artigianali. Vatte a fidà.

Questa critica aperta davanti ai tre milioni di spettatori di Tutto può succedere nei confronti della professionalità di chi pdoduce birre italiane rese genuine dalla caratteristica di non essere pastorizzate né microfiltrate durante la loro lavorazione non poteva passare inosservata. Il risarcimento verrà utilizzato per la promozione della cultura della birra artigianale in Italia.

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