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Domenica In L’Arena: Massimo Giletti preferisce Schettino alle vittime

Di castronerie, per non dire altro, ne sono successe ieri a L’Arena. Oltre all’annuncio dei prossimi superospiti di Sanremo 2013, Massimo Giletti ha intervistato Francesco Schettino proprio nel primo anniversario del naufragio della Costa Concordia. La trasmissione tv si è concentrata maggiormente sulle responsabilità del capitano tralasciando la commemorazione delle 32 vittime di questa assurda tragedia. ci sentiamo vicini alle parole del presidente della Toscana, Enrico Rossi, il quale intervistato da L’Unità ha definito il segmento di Domenica In condotto da Giletti offensivo:

Schettino avrà a disposizione i tribunali per spiegare e convincere chi dovrà giudicarlo e misurare penalmente le sue colpe. Alcune delle quali sono evidenti. Se proprio sentiva il bisogno di parlare, un giorno come oggi, invece del solito atteggiamento infantile di scaricare qui e là le colpe, poteva approfittare per chiedere perdono. Ma non è solo per lui il mio disappunto.

E prosegue:

Serviva maggiore responsabilità. Massimo Giletti poteva venire sull’isola, e illuminare questi volti. Ha preferito offrire lo spazio di Domenica In al comandante, ma lo trovo offensivo verso i parenti delle vittime, e i volontari, e la gente comune che prova ancora rabbia per quella sciagurata rotta. Mi auguro che qualcuno intervenga per far cessare questi scempi mediatici.

Per Rossi i riflettori dovevano essere puntati sulle persone che hanno contribuito ad aiutare i sopravvissuti quella notte:

Non era il giorno per intervistare Schettino. Dovevano parlare i sopravvissuti, i parenti delle vittime, i volontari. Dovevano tutti ascoltare la voce dolorosa e dignitose di questa persona. Mi rattrista che la Rai, la televisione pubblica, abbia invece dato spazio e riflettori a un uomo che porta pesantissime responsabilità su quanto accaduto.

Gregorio De Falco si è rifiutato di intervenire durante la trasmissione proprio per la presenza di Schettino (mandando all’aria il collegamento dall’isola del Giglio). Forse Giletti avrebbe dovuto prendere esempio dal comandante della famosa telefonata.

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