Canone Rai: evasione aumentata del doppio in 7 anni

di Redazione Commenta

Era la tassa più odiata dagli italiani prima dell’arrivo dell’Imu, ma nonostante “la novità” il canone Rai continua comunque a fare furore nella classifica delle imposte evase. Nel 2005 il 22% delle famiglie non pagava la tassa, a fine 2012 gli evasori risultano essere il 44%. Nulla in confronto a quanto accade negli esercizi commerciali: ben il 96% di bar, alberghi e ristoranti non ne vogliono sapere di mettere mano al portafoglio.

Sono 800 milioni all’anno i danni prodotti all’erario, in pratica un italiano su tre non paga il canone Rai. E intanto la Rai cosa fa? Perde la sua leadership nella trasmissione di eventi televisivi di rilievo e infarcisce di spot televisivi le trasmissioni televisive al pari della concorrenza. Va bene rinunciare allo stantio e inutile concorso di Miss Italia (alias tagliare rami secchi) ma dire addio alla trasmissione in diretta della metà dei Gran Premi di Formula 1 è stato un duro colpo, immediatamente riscontrabile con il pesante calo degli ascolti.

L’ultima proposta per trovare una soluzione al canone arriva da Grillo:

E’ un’informazione di regime, totalitaria, simile alle purghe staliniane degli anni ’30. Un’informazione omologata in un grande inciucio per mantenere privilegi, caste, parassiti sociali trasversali. Questa peste che tocca e ammorba chi non ha altre fonti di informazione è pagata dalle stesse vittime attraverso i contributi (diretti e indiretti) ai giornali e dal canone e dalle tasse per la RAI per un servizio pubblico indecente. La RAI è il megafono dei partiti, se la paghino loro. La RAI va rifondata e trasformata in un servizio pubblico sul modello della BBC senza alcun collegamento con i partiti, senza pubblicità, con produzione di contenuti di qualità sviluppati in prevalenza all’interno e non come ora affidati spesso a società esterne, sommando costi a costi. Il M5S proporrà in Parlamento, come da programma, l’istituzione di un solo canale RAI, senza vincoli verso i partiti, senza pubblicità e la vendita dei rimanenti due canali. Un’informazione libera è fondamentale per il futuro del Paese e per uscire da Matrix.

Un governo non c’è, quindi…

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