Quarto Grado, da venerdì 20 gennaio con Elena Tambini affianco a Nuzzi

di Antonio Ruggiero Commenta

Alessandra Viero lascia temporaneamente Quarto Grado a causa del congedo maternità; così, Gianluigi Nuzzi viene affiancato dalla giornalista di TgCom24 Elena Tambini

Cambio in corsa a Quarto Grado: da venerdì 20 gennaio il conduttore della trasmissione di Rete 4 Gianluigi Nuzzi viene affiancato da Elena Tambini, volto di TgCom24; la giornalista sostituisce Alessandra Viero, in congedo maternità.

Elena Tambini approda dunque nella squadra del programma curato da Siria Magri per introdurre le storie di puntata, illustrandone -insieme agli esperti ospiti in studio- gli aspetti tecnici, legali, informatici e scientifici.

Giornalista professionista, è laureata in Economia e gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano.

Prima di approdare a Mediaset, nel 2015, collabora con alcune testate locali della provincia di Como, dov’è nata: dapprima impegnata nella squadra di Premium Sport (dove partecipa alla trasmissione La Moviola è Uguale Per Tutti e presenta al fianco di Sandro Sabatini, il programma You Premium), quindi nella redazione della all news TgCom24, dove -oltre alle edizioni del tg- Tambini conduce il contenitore di approfondimento Dentro i Fatti.

Appassionata di calcio, dal 2006 al 2015 è stata arbitro di numerosi incontri e iscritta all’Associazione italiana arbitri; nello stesso anno ha pubblicato il suo primo libro Amore e Fuorigioco.

A lei il compito di introdurre i casi trattati in trasmissione, illustrandone gli aspetti tecnici e scientifici con l’ausilio di esperti ospiti in studio di Quarto Grado.

Nel corso della puntata, aggiornamenti sul caso di Daniela Roveri, la manager uccisa a Colognola (Bergamo) la sera del 20 dicembre, e sulle indagini per il delitto dei due coniugi di Ferrara, Salvatore Vincelli e Nunzia di Gianni, colpiti con un’ascia dal figlio sedicenne e da un suo amico.

Il programma a cura di Siria Magri, inoltre, fa il punto sulla possibile svolta nel caso di Chiara Poggi, la studentessa morta nell’agosto 2007 a Garlasco. Nonostante la condanna definitiva inflitta al fidanzato della vittima, Alberto Stasi, tutta l’attenzione degli inquirenti rimane sul DNA trovato sotto le unghie della ragazza.

 

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