Amanda Knox e Raffaele Sollecito: quelli tra tribunale e tv

di Antonio Ruggiero Commenta

I protagonisti del noir all’italiana tornano sotto tutti i riflettori mediatici: Amanda Knox e Raffaele Sollecito, meno di ventiquattro ore fa, sono stati assolti e rilasciati dalla causa di omicidio di Meredith, seguiti da centinaia di giornalisti per raccogliere i primi commenti.

La giovane americana ha letteralmente preso il volo e al momento è giunta in una destinazione segreta nella città di Seattle, dov’era attesa da un pubblico gremito di amici, parenti e fan; ad ogni modo, la giovane è fuggita neanche fosse il testimone chiave di un delitto -in verità, fino a ieri era la presunta protagonista di un omicidio, casomai…-.

Sollecito invece è tornato in Puglia, a Bisceglie, accolto in piena notte da un gruppo di sostenitori oltre a familiari e amici che attendevano trepidanti il giudizio.

Oltre agli interessati e alle relative famiglie, la sentenza del tribunale è stata attesa da oltre 500 giornalisti.

Oggi, la notizia si è spostata come uno tzunami da un programma tv all’altro, passando su tutti i telegiornali e naturalmente ricevendo un’altissima attenzione all’interno dei talk di Pomeriggio 5 e La Vita in Diretta.

Al momento nessun media è riuscito a cogliere alcun commento da parte dei due ragazzi rilasciati, che in precedenza avevano ricevuto una sentenza di colpevolezza e l’assegnazione di una pena sia nei confronti di Amanda che Raffaele.

Come purtroppo accade nei programmi televisivi di oggi, si parla di argomenti scottanti quando neanche le prove portate in tribunale conducono alla confutazione di un reato.

Quando ormai nemmeno la prova “regina” del dna ha più validità, a cosa ci si può affidare se non al commento degli opinionisti televisivi, considerati quasi una sorta di avvocati, per dimostrare che quel che conta è parlare più possibile del caso del giorno?

Se poi non siano trovati i colpevoli per essere consegnati alla giustizia o la famiglia della vittima sia condannata a soffrire per la loro perdita con l’aggravante della crudeltà mediatica, è questione di poco conto. E porta poco share.

 

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