90210: la recensione e notizie sulla messa in onda in Italia

Come vi avevo promesso, eccoci a parlare di 90210, l’attesissimo spin-off di Beverly Hills 90210, che è andato in onda su The CW due giorni fa con ottimi ascolti (quasi cinque milioni di spettatori) e del quale vi ho inondato di notizie per tutta l’estate.
Per non rovinare l’attesa a nessuno, il racconto della storia e le prime impressioni a caldo, dopo averla vista con attenzione, ve le darò soltanto dopo il salto.
Per ora lasciatemi dire, a tutti coloro che non vedono l’ora di gustarsela in italiano, che la serie andrà in onda nel 2009, probabilmente già nei primi mesi, su Raidue! A quanto pare, dunque, non avrà nessuna anteprima sui canali digitali o satellitari, ma se dovessero esserci dei cambiamenti non mancherò di avvisarvi.
La storia: come tutti quanti ormai saprete, se mi avete seguito assiduamente, la trama iniziale è molto semplice e ricorda in qualche modo quella della vecchia serie anni novanta, in quanto racconta le vicende dei fratelli Mills, Annie (Shenae Grimes) e Dixon (Tristan Wilds), che si trasferitisi con i genitori Harry (Rob Estes) e Debbie (Lori Laughlin) dal Kansas a Beverly Hills devono ricominciare la loro vita sociale da zero (non vi ricorda forse la storia di Brendon e Brenda emigranti dal Minnesota?).
Sin dall’inizio si possono apprezzare la bellissima fotografia e la musica accattivante e giovanile, ma si rimane colpiti dalla sfilza di parolacce e allusioni sessuali che dicono i giovani protagonisti e pure i loro genitori.
Il primo colpo di scena riguarda Hannah Zuckerman Vasquez, di cui nulla era trapelato, fino ad oggi: la figlia di Andrea e Jesse è l’annunciatrice ufficiale del West Beverly High (è forse un modo per lasciare aperta la strada del ritorno di altri due storici protagonisti della serie madre?)!
Il secondo colpo di scena interessa Kelly Taylor (Jennie Garth): la psicologa della scuola ha un figlio di quattro anni e mezzo e da ciò che lascia intendere parlando con Brenda (Shannen Doherty), appena atterrata a Los Angeles, che compare quasi a fine puntata, il bambino potrebbe essere di Brandon (sarà solo un modo per mescolare le carte?).
Finiti i colpi di scena, si torna con i piedi per terra, con tanta carne al fuoco, che è difficile da decifrare e valutare nell’arco degli ottanta minuti delle prime due puntate (o puntata pilota unica): troppi personaggi, amori che finiscono dopo pochi minuti, altri che sembrano iniziare, alcuni che non hanno tempo di maturare, il tutto unito a scoperte allarmanti per tutti i personaggi (droga che gira; figli di cui non si sapeva nemmeno dell’esistenza; ragazzi che rubano soldi o compiti in classe) e all’ostentazione della ricchezza in tutti i suoi aspetti.
Concludendo: se non ci si riferisce alla vecchia serie, di cui c’è la musica della sigla completamente remixata, Nat che sembra un pesce fuor d’acqua in un locale che non ha niente a che vedere con il vecchio Peach Pit, il West Beverly dei tempi migliori con un campo di lacrosse e Dixon che come Brandon segue da subito giornalismo, 90210 non sfigura con le ultime serie per teenager, ma se a qualcuno venisse la malsana idea di paragonare la nuova serie a quella di Aaron Spelling, le differenze sarebbero abissali.
Una cosa è certa: BH90210 ha fatto la storia della serialità, 90210 ha appena mosso i primi passi e bisogna darle tempo per dimostrare le sue potenzialità.
2 Commenti
Scritto da Diego Odello






ho visto la prima puntata e non sembra poi così male, ancora c’è molto da capire, forse con il passare delle puntate certi dubbi amletici riusciranno ad essere colmati.
[...] Nella mia recensione della serie, dissi che, dalle parole che Brenda diceva a Kelly sembrava trapelare che Sammy fosse figlio di Brandon (Kelly dice pure di essere chiamata spesso da lui e la sera stessa, mentre è a letto, parla con qualcuno al telefono dicendogli che il bambino chiede spesso di lui). Tra l’altro Jason Prestley sarebbe quello più facile da convincere visto che già collaborerà, come regista, alla direzione della serie. [...]