Appunti su Sanremo 2008: serata finale
Di Enzo Mauri, in Programmi musicali.

E cosi termina il 58mo Festival di Sanremo, quello che verrà ricordato più per gli ascolti mediocri (a confronto con le altre edizioni), che per le canzoni. Venerdì si è sfiorata la tragedia, con la famiglia Cesaroni, che per un soffio non ha superato la kermesse canora ed ora è giunto il tempo delle riflessioni come ha annunciato il direttore generale Rai, Claudio Cappon: “Da lunedì rifletteremo su cosa il Festival vuole dire, con calma e serenita’“.
Che sia tempo di pensarci su non ci sono dubbi, la serenità auspicata da Cappon ci sembra un pò meno probabile. Di cose da sistemare ce ne sono molte, a partire dalla formula, l’estensione del festival sia in fatto di giorni, che la durata di ciascuna serata e infine la conduzione. Come ha detto Gianni Boncompagni: “Il Festival è troppo lungo, lo farei di un quarto d’ora”. In un epoca dove siamo abituati a consumare tutto in un nanosecondo, Sanremo è apparso come un ingombrante soprammobile, difficile da collocare ed apprezzare, in qualsiasi ambiente.
Tempo di consuntivi quindi: vincono come da pronostico Giò Di Tonno e Lola Ponce con Colpo di Fulmine.
Questo il resto della classifica fino alla decima posizione:
2 Anna Tatangelo-Il mio amico
3 Fabrizio Moro-Eppure mi hai cambiato la vita
4 Toto Cutugno-Un falco chiuso in gabbia
5 Finley-Ricordi
6 Paolo Meneguzzi-Grande
7 Sergio Cammariere-L’amore non si spiega
8 Gianluca Grignani-Cammina nel sole
9 Little Tony-Non finisce qui
10 Eugenio Bennato-Grande sud
3 Fabrizio Moro-Eppure mi hai cambiato la vita
4 Toto Cutugno-Un falco chiuso in gabbia
5 Finley-Ricordi
6 Paolo Meneguzzi-Grande
7 Sergio Cammariere-L’amore non si spiega
8 Gianluca Grignani-Cammina nel sole
9 Little Tony-Non finisce qui
10 Eugenio Bennato-Grande sud
Premio sala stampa radio e tv a Loredana Bertè con Musica e parole. Premio della Critica intitolato a Mia Martini per Tricarico e la sua Vita tranquilla.
Discutere del verdetto finale sarebbe come sparare sulla Croce rossa. Riteniamo comunque provvidenziale la mancata vittoria della Tatangelo, tra i più accreditati a vincere il festival fin dall’inizio. La ragazza non è apparsa delusa dalla seconda posizione o se lo è stata, ha saputo mascherarlo bene.
Nella serata finale, rispettato il copione delle ultime due, con Pippo Baudo, Bianca Guaccero e Andrea Osvart a fare da conduttori e Chiambretti nel ruolo di guastafeste, assistito da una buona forma e un campionario di battute niente male: “ Ci impegnamo a concludere la serata prima delle Olimpiadi di Pechino”, splendida quella su Emilio Fede giurato di qualità: “Lui ha già votato e sappiamo bene per chi”.
Gli altri giurati, il cui voto ha avuto una valenza del 20% rispetto al totale sono Gloria Guida, sempre splendida, Giampiero Mughini, Giancarlo Magalli, Fabrizio Frizzi, Gianni Boncompagni, Eleonora Abbagnato ballerina di prim’ordine, Martina Colombari, Tiziana Ferrario del tg1 e Mariolina Simone conduttrice di Comingsoon television. Per tutta la serata poche volte ci siamo trovati d’accordo con il voto emesso dai giurati.
Ricordiamo che le altre due giurie sono state la demoscopica il cui voto ha avuto un’influenza del 50% su quello finale e il televoto del 30%.
Encomiabile per tutta la puntata l’impegno a rendere la sequenza di cantanti, la più fluida possibile, nonostante le evitabili perdite di tempo, come le performance della Guaccero, ancora sotto effetto di sostanze dopanti, che l’hanno portata a ridere delle sue stesse battute e Claudia Gerini con Carlo Verdone tornato a promuovere il suo nuovo film.
Chiambretti non nasconde l’apprezzamento per le donne della serata, dopo il “bel goulash!” riferito al fondo schiena della Osvart, della sera prima, è la volta del “bel lato b” di Lola Ponce, davvero affascinante.
Premio della creatività a Sandra e Raimondo, per loro una standing ovation senz’altro meritata. Semplicemente fantastici Elio e le Storie Tese, vestiti in stile settecentesco, si sono esibiti in una loro personale versione di Piano pianissimo dal Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, mantenendo fino alla fine le ottime premesse che hanno accompagnato la loro conduzione del Dopofestival. Lo ripetiamo, il prossimo anno il Sanremo rinnovato, dovrebbero condurlo loro.
Il festival finisce qui e quel che peggio non ne sentiremo la mancanza. Al prossimo anno!
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Scritto da Enzo Mauri
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Giò di Tonno e Lola Ponce hanno cantato una bella canzone, solo che non erano a teatro a fare un musical, ma sul palco di Sanremo indi per cui la loro canzone non centrava nulla (non è che hanno vinto perché alle spalle avevano un superospite di Sanremo come Cocciante e una autrice come la Nannini?). A Sandra e Raimondo danno premi per poterli invitare in televisione invece di dare uno spazio settimanale serio. Alla Bertè hanno dato un premio per farla felice e l’hanno pugnalata alla spalle squalificandola (fosse la prima a plagiare, ascoltatevi Tiziano Ferro che ha fatto i soldi col plagio). I Finley hanno giocato la carta Sanremo perché sono artisticamente già finiti nel dimenticatoio. Little Tony nono. Dove è Frankie Hi Nrg, uno dei pochi veri big (visto che lo è nel campo Rap?). Sanremo va rivoluzionato se si vuole pubblico, ascolti e buona musica. Spesso si uniscono i termini tradizione e qualità come se fossero termini da sempre andati accoppiati. Non è così. La musica italiana è altra. O si cambia Sanremo o gli si cambia nome. Voto Elio e le storie tese come presentatori l’anno prossimo, così risparmiamo soldi e ci divertiamo!