Linea Verde: viaggio nell’Italia delle tradizioni
Di Enzo Mauri, in Programmi d'informazione.

Dobbiamo ammettere d’avere sempre avuto un debole per le trasmissioni che si occupassero del nostro Paese. Non quelle di approfondimento giornalistico, sia pur importantissime, che mettono l’accento sulle numerose anomalie della nostra società per le quali c’è poco di cui andare fieri, bensì quelle che trattano dell’Italia sotto un altro punto di vista, quello migliore, fatto di tradizioni che affondano le radici nei secoli, di cucina unica e straordinaria, vero orgoglio nazionale nel mondo e di spettacoli naturali che tutti ci invidiano, uniti ad itinerari turistici che spesso non vengono esaltati a sufficienza.
Come spesso accade, ci capita di apprezzare poco le caratteristiche del nostro Paese, partendo dal concetto, tipicamente italiano, dell’erba del vicino più verde della nostra. Eppure certe tradizioni, certi valori intesi proprio come capitali, che costituiscono un bagaglio culturale unico nel suo genere, andrebbero maggiormente esaltati e portati a conoscenza delle grandi masse, troppo spesso distratte da ben altri inteteressi. È un po’ l’intento di Linea Verde, una delle trasmissioni più longeve che la nostra tv può vantare.
Resistendo alle strategie di palinsesto e a quel classico, fisiologico invecchiamento a cui ogni formula televisiva è per forza di cose destinata a soccombere, il programma va ininterrottamente in onda dal 1981, quando un tal Federico Fazzuoli, che molti di voi ricorderanno (a proposito che fine ha fatto?), ne prese le redini per abbandonarlo solo dodici anni dopo, ammaliato dai richiami della tv commerciale, dal quale però non ebbe il medesimo consenso di pubblico.
Ogni domenica alle 12.20 circa, Linea verde, ci porta a conoscere l’Italia, quella agricola, che sa di pane appena sfornato, di formaggi fatti con immensa passione e dedizione. Noi cittadini, abituati poco a tenori di vita più blandi tipici della campagna, dovremmo ritornare, non diciamo alla vita dei campi, ma quanto meno ad accostarci un po’ di più a certe tradizioni, che andrebbero preservate come monumenti nazionali.
Dal 1993 in poi, si sono susseguiti a Linea Verde fior di conduttori fra cui Paolo Brosio e Fabrizio Del Noce, l’attuale direttore di Raiuno, protagonista dell’edizione 2001-2002, a testimonianza di come il programma possa vantare un cospicuo numero di affezionati, che all’ora di pranzo ogni domenica, amino ammirare le indubbie bellezze naturali e culinarie del nostro Paese. Da qualche anno a questa parte, si è presa l’abitudine di far condurre il programma da più presentatori come nell’attuale edizione, con Massimiliano Ossini, che ha condotto anche la scorsa con Gianfranco Vissani e la new entry Veronica Maya.
La trasmissione può vantare anche un’anteprima di mezz’ora dalle 10 alle 10.30, Linea Verde- Orizzonti, con news dal mondo dell’agricoltura e dall’industria alimentare italiana. Davvero azzeccata la coppia Ossini-Maya, mai fuori le righe, come a volte è capitato in altre edizioni e emotivamente coinvolta nella descrizione degli eventi, riuscendo a trasmettere al pubblico un entusiasmo che è alla base del successo della stagione attuale. Consigliamo Linea Verde a tutti, un programma didattico oseremmo dire, davvero utile ad impreziosire il proprio bagaglio culturale.
Termini legati all'articolo: Fabrizio del Noce, Federico Fazzuoli, Linea Verde, Linea verde Orizzonti, Massimiliano Ossini, Paolo Brosio, Rai, Raiuno, Veronica Maya.
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