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Recensione: Tutti pazzi per l’oro

 
Diego Odello
30 aprile 2008
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Tutti pazzi per l\'oro
Finn (Mattew McConaughey) e sua moglie Tess (Kate Hudson) hanno divorziato dopo aver passato otto anni della loro vita a cercare un galeone spagnolo affossato nel 1715, carico di 40 casse piene di gioielli, pietre e oro, senza mai trovarlo.
Proprio durante l’udienza per il divorzio, Finn riesce ad individuare il tesoro insieme al suo amico Alfonz (Ewen Bremner), ma per segnarsi il luogo del ritrovamento fa saltare la nave. L’unico modo per poterlo recuperare è quello di trovare qualcuno che gli offra la propria assistenza dandogli del denaro e una nave e che sia pronto a gareggiare con Bigg Bunny (Kevin Hart) e i suoi scagnozzi (come Cordell, Malcolm-Jamal Warner, già Teo de I Robinson), proprietari dell’isola vicino alla quale è affossata la nave con i forzieri.
A fare il caso suo sembra essere Nigel Honeycut (Donald Sutherland), riccone da 700 milioni di dollari, per cui lavora la moglie Tess, che accetta di buon grado la caccia al tesoro, per rendere felice la figlia Gemma (Alexis Dziena), riluttante ad andare a far visita al proprio vecchio e più interessata allo shopping che alla vita di mare.


Dopo una coppia di agenti segreti (Mr. e Mrs. Smith), mancava al cinema una coppia di cercatori di tesori, all’altezza di Indiana Jones e Andy Tennant, a tre anni di distanza da Hitch, prova, con il suo Tutti pazzi per l’oro (Foll’s Gold), a coprire la lacuna, senza riuscirci.
Tutti pazzi per l’oro è un pellicola che non è né carne né pesce: potrebbe essere un film d’azione, ma tranne nel finale, quando ormai è troppo tardi per recuperare il pubblico annoiato, l’azione non si vede; potrebbe essere una commedia romantica brillante, ma la tematica è trattata qua e là come tappabuchi dal duo Mattew McConaughey (per cui la produzione non ha speso praticamente nulla per vestirlo, tante sono le scene girate con lui a petto nudo) – Kate Hudson, già visti insieme in Come farsi lasciare in 10 giorni.
Nemmeno un lieto fine scontato, le trovate comiche (poche e lasciate per lo più al brillantone del protagonista insieme alla svampita Gemma) e un signor attore di nome Donald Sutherland abbastanza inutile in una parte costruita per qualsiasi attore, ma non su misura per lui, riescono a rialzare le sorti di un film che non affascina mai, dall’inizio alla fine.
Nell’anonimo lo stile (quasi quanto il film: come un compitino fatto bene che non eccelle) si distingue, per piacevolezza, solo la colonna sonora e l’ambientazione marina (non valorizzata come si deve), mentre spicca, negativamente, la commistione di generi volta a soddisfare tutti, ma che finisce col confondere lo spettatore, incapacitato nel distinguere il registro del film.
Concludendo: non basta un tesoro e qualcuno che lo cerca per creare un film all’altezza di Indiana Jones; non bastano dei simpatici protagonisti, con dei goffi antagonisti a creare attenzione nello spettatore; non basta un’idea per fare un film. Tutti pazzi per l’oro è una brutta imitazione di un brutto film d’azione dall’ambientazione esotica, oppure uno spiacevole tentativo di commedia sdoganato dall’area cittadina. In entrambi i casi il film imbarca acqua da tutte le parti ed è difficile da salvare.
Consigliato a tutte le fans di McConaughey. Solo? No, anche a quelli di Kate Hudson.

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