Festival di Sanremo 2009, tra Scorie, la Silvstedt e le Proposte 2009

I primi nomi ufficiali dei cantanti del Festival di Sanremo 2009 arrivano da SanremoLab: Arisa (Rosalba Pippa) e Simona Molinari, hanno vinto il concorso e dunque saranno due delle otto Proposte 2009.

Arisa, ventisei anni, di Genova, ha alle spalle il Cet di Mogol si è presentata con la canzone Sincerità, mentre Simona Molinari, venticinque anni di L’Aquila, che ha già collaborato con Giò di Tonno e ha una voce Jazz e R’n’B, si è esibita con il brano Egocentrica.

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La ruota della fortuna da domani nuovamente su Italia1

Nessun campione, concorrenti Vip e un nuovo studio: questi sono le novità della nuova edizione de La ruota della fortuna, in onda,da domani, alle 20.40 su Italia1 e condotto ancora una volta da Enrico Papi.

La rete, per contrastare il ritorno dei programmi di punta di Canale 5 e della Rai, ha deciso di investire sui partecipanti, tanto che nelle prime puntate, a fianco alle persone comuni, schiera i Vip (nomi abbastanza importanti per la televisione giovane di Mediaset): Stefano Masciarelli, Costantino della Gherardesca, Daniele Interrante, Eva Grimaldi, Alba Parietti, Maria Monsè, Luca Dorico, Ascanio Pacelli, Andrea Roncato, Nathalie Caldonazzo, Costantino Vitagliano, Melita Toniolo, Alessandro Cecchi Paone, Ciccio Graziani, Elenoire Casalegno, Eleonora Benfatto, Alessia Fabiani e Roberta Capua.

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Recensione: Un’estate al mare

Un’estate al mare è l’ultima trovata di Carlo Vanzina, per proporre la comicità italiana del cinepanettone in versione estiva (cinecocomero): il risultato? Più comicità vecchio stile e meno commedia natalizia.
Il film si sviluppa in sette storie differenti, ambientate in altrettante località, ognuna introdotta da Gigi Proietti nei panni di un doppiatore, che, in sala doppiaggio, deve fare da voce narrante, prima di essere lui stesso il protagonista di un episodio, l’ultimo, il più gradevole insieme al primo che vede Lino Banfi, suscitare un riso amaro.
A Peschici, Nicola (Lino Banfi), torna in compagnia di una svedese (Victoria Silvstedt), spacciandosi per un emigrante che ha fatto fortuna all’estero. In realtà, vuole soltanto essere ricordato dai posteri, non per il cornuto che aveva lasciato la località pugliese, ma per un generoso benefattore (dona tutti i suoi risparmi alla città per costruire l’ala di un ospedale). Grande interpretazione di Banfi, seppur faccia costantemente il verso a se stesso (a tal punto che uno dei suoi famigliari è uno dei suoi classici imitatori).

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Recensione: Matrimonio alle Bahamas – C’è di peggio

Cristoforo Colombo (Massimo Boldi) è un milanese che lavora come tassista a Roma. La sua famiglia, composta dalla moglie siciliana Rosy (Anna Maria Barbera), il figlio pseudo rapper (Valentino Campitelli), il cognato ladro (Enzo Salvi) e la sua fidanzata Lory (Loredana De Nardis), e i surreali cugini di Cristoforo (I Fichi d’India) deve partire per le Bahamas dove è programmato (circa a metà film) il matrimonio di Valentina (Lucrezia Piaggio), l’altra figlia, quella studiosa con la borsa di studio all’università di Miami.
Valentina, durante il suo soggiorno a Miami, un ottimo toccasana per dimenticare il suo ex (Raffaello Balzo) ha infatti conosciuto Bob (Donald French) di cui si è perdutamente innamorata, senza sapere la natura benestante (o meglio facoltosa) della sua famiglia nonché le sue origini italiane: il padre Al Di Giacomo (Biagio Izzo) è un agente di borsa e la madre (Victoria Silvstedt), la classica riccona bella e inutile.
Matrimonio alle Bahamas è una piacevole commedia, fatta di umanità e semplicità, ma un pessimo film comico, dove l’unica a tener a galla la baracca, è proprio Anna Maria Barbera con il suo classico repertorio di storpiature, vista la palesata inutilità nella storia dei Fichi d’India e il guinzaglio messo a Enzo Salvi, che graffia ma non morde. Gli altri protagonisti maschili a partire proprio da Boldi e Izzo (che se avesse parti più interessanti forse non sarebbe male), risultano molto più piacevoli nei momenti di commedia, che in quelli pseudo comici dove di reciclano gag preistoriche o giochi di parola prevedibili fino all’inverosimile.

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