RTV: l’emittente ufficiale di San Marino

RTV è la sigla che sta ad indicare la radiotelevisione della Repubblica di San Marino conosciuta anche come Repubblica del Titano. L’emittente nata ufficialmente nei primi anni ’90, non aveva potuto trasmettere anni prima a seguito di un accordo stipulato nel 1939 con lo Stato Italiano, reiterato nel 1953, in cui le autorità sanmarinesi rinunciavano ufficialmente alla creazione di una radio e tv locale.

Bisogna attendere gli anni ’70 per avere i primi segnali di quello che molto presto sarebbe divenuto un progetto molto più ampio, nel 1974 viene diffuso da Teleromagna il primo notiziario sanmarinese, nel 1987 sarà la volta di Tele Gabbiano San Marino, il 23 ottobre dello stesso anno, si ha la svolta grazie a un accordo firmato con lo Stato italiano dall’ex segretario agli affari esteri Gabriele Gatti che di fatto dà vita nell’agosto del 1991 alla San Marino RTV, concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo della Repubblica di San Marino, con un capitale sociale sottoscritto al 50% dall’ Eras (Ente per la radiodiffusione sammarinese ) e Rai.

Rai – Sky: Sergio Zavoli chiede che si riapra la trattativa

Nuova puntata della telenovela Rai – Sky: ieri sera il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli ha chiesto ufficialmente che si riapra la trattativa tra la televisione di stato e la società satellitare di Murdoch. In una nota Zavoli dice (fonte Corriere.it)

E’ “storicamente” provato che quando le posizioni della Direzione generale e della Presidenza si allontanano addirittura manifestandosi in Consiglio è a rischio la governabilità dell’Azienda. Spero che i due poteri su cui si basa, dialetticamente espressa, la politica della Rai ricreino le condizioni per la ripresa della trattativa con Sky, finché non sia inconfutabilmente palese la convenienza non solo aziendale, ma anche del sistema televisivo, e quindi nell’interesse nazionale, di darla per conclusa. L’auspicio è esteso a Sky che mi auguro non sia disinteressata a un’equa soluzione del problema.

Rai, tutte le novità: da Zavoli presidente di Vigilanza al caso Affari tuoi in parlamento

Sergio Zavoli ieri è diventato il nuovo presidente della commissione di Vigilanza Rai con 34 voti su 38 dei commissari presenti. Zavoli, che da settimane era stato predestinato a questo ruolo, in occasione della prima riunione ha detto della tv pubblica:

E’ di gran lunga migliore della fama che ha: in tempi difficili è riuscita a mantenere alto il suo prestigio.

Che altro poteva dire? Vabbè, passiamo avanti. La nuova commissione dovrà eleggere il nuovo cda della Rai già nel prossimo incontro e già ci potrebbero essere i primi scontri: il Pd ha chiesto di modificare i criteri di nomina prima del rinnovo. La proposta, espressa dal capogruppo Fabrizio Morri, prevede una riduzione del numero dei consiglieri, nuove modalità di nomina ricondotte tutte nell’ambito parlamentare e l’introduzione dell’amministratore delegato. La maggioranza accetterà?

Commissione di Vigilanza Rai si ripartirà da Zavoli, ma non si sa quando

La commissione di vigilanza Rai è stata sciolta ed è notizia di ieri. Oggi, invece, il Presidente del Senato, Renato Schifani ha comunicato che sono arrivate le designazioni dei nuovi membri, sia dal Pd (che ha riconfermato quelli uscenti, tranne VIllari, sostituito da Ceruti, che medita di fare ricorso), che dal Pdl (che dovrebbe fare la stessa cosa).

Ancora, come ha detto lo stesso Schifani, non si conosce la data in cui verrà inaugurata la nuova commissione, in quanto mancano ancora le designazioni del gruppo Udc, del Svp, delle autonomie e dell’Italia dei Valori.

Intanto, mentre le due forze principali del nostro parlamento confermano le voci che vogliono Sergio Zavoli prossimo presidente della vigilanza Rai come scelta convergente (Soro, presidente del gruppo Pd alla Camera:”Noi pensiamo che l’attività della commissione debba ripartire affidando a Sergio Zavoli la guida dell’organismo di garanzia per le sue riconosciute capacità”), Antonio Di Pietro, il leader dell’Idv, dice (fonte Il Messaggero):

Sandro Curzi è morto

E’ morto questa mattina a Roma, a causa di una malattia che lo accompagnava da tempo, Sandro Curzi, giornalista, politico e attuale consigliere d’amministrazione Rai. Aveva 78 anni.

Curzi, nato il 4 marzo 1930, antifascista convinto, giornalista per la carta stampata (ricordiamo tra gli altri La repubblica d’Italia, Gioventù Nuova, Nuova Generazione, l’Unità, Paese Sera, Liberazione) , politico (già da giovane ha la tessera del PCI, nel 1997 si presenta al senato con Unità socialista) è un personaggio fondamentale per la nascita di Raitre: dopo essere entrato in Rai attraverso un bando, che gli permette d lavorare al Gr1 diretto da Zavoli nel 1975, nel 1976 prende parte alla nascita di Raitre e dal 1978 è condirettore del Tg3 con Biagio Agnes (di cui diventa direttore nel 1987), collaboratore per la realizzazione di Samarcanda e scopritore di Michele Santoro.