Report, seconda puntata | 14 Aprile: il caso RCS

Report tratta nel secondo appuntamento un argomento ostico come Rcs Mediagroup – che vuol dire soprattutto Corriere della Sera, il principale quotidiano italiano che è in crisi e indebitata fino al collo: Milena Gabbanelli ripercorre l’ascesa e il declino di unno dei colossi editoriali italiani che si è affacciato anche sul mercato internazionale, con sviluppi complessi e da approfondire.

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Ballarò, 1 aprile: Copertina Satirica Maurizio Crozza | Video

Nella puntata di Ballarò del 1 aprile, Maurizio Crozza ha vestito i panni di Sergio Marchionne: e tra una battuta e l’altra, il comico genovese ha punzecchiato l’amministratore delegato Fiat, imitato con tanto di parrucca e ciuffo in bella vista. Dopo il salto ecco il video della copertina di Maurizio Crozza a Ballarò.

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Maurizio Crozza testimonial della Fiat? Ma anche no

Pensavate che l’unico esito negativo di una cena potesse essere il due di picche della vostra fidanzata o del vostro compagno? O al limite un terribile attacco di dissenteria? Beh, vi sbagliavate di grosso. Durante l’ultima cena (non quella famosa che precede la Pasqua) Maurizio Crozza ha rifilato un no grande quanto una casa a Marchionne, l’amministratore delegato della Fiat. Quindi, mi correggo, un no grande quanto un Doblò.

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Pippo Baudo contro Masi (“Devastante”) e Mazza (“Non ha mai studiato lo spettacolo”)

In un’intervista al settimanale Oggi, Pippo Baudo si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Il noto conduttore ha criticato (ma anche salvato) alcuni dirigenti Rai. Su Mauro Masi:

Masi? Devastante, nella programmazione, nella progettazione, nella gestione.

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Annozero, forse Italia: non è un Paese per giovani?

Un male oscuro attanaglia l’Italia, la cecità assurda dei governanti incapaci di indirizzare la nave battuta da tempeste di ogni tipo, finanziarie, economiche, etiche, verso lidi confortevoli. La puntata di Annozero dal titolo Forse Italia ha messo l’accento sulla precarietà assoluta su cui si basa il nostro Paese ormai da lungo tempo. Ogni certezza, gli stessi accordi conquistati con tanta fatica dai lavoratori con la grande industria, la Fiat in primis, appaiono demoliti sotto i colpi delle dinamiche di mercato.

L’inchiesta all’interno delle fabbriche d’automobili americane divenute senza colpo ferire di dominio italiano, fa capire che il prezzo del lavoro nel Paese più industrializzato del mondo è stato altissimo, stop ai privilegi e diritti ridotti al lumicino. Prossimamente toccherà a noi? Destinati ad invecchiare, con un futuro per i giovani sempre più incerto. Sono gli stessi studenti scesi in piazza per il diritto allo studio, rappresentativi quelli di Pisa, costretti a lesinare pochi spiccioli di borse di studio rarefatte.

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