Ballet Shoes: tre orfanelle divise tra sogni e cruda realtà

di Diego Odello 4

Londra, 1930: tre orfanelle: Matthew (Richard Griffiths), un esploratore panteologo, invita sua nipote orfana Sylvia (Emilia Fox) e la sua badante Nana (Victoria Wood) a vivere a casa sua.

Durante i suoi viaggi in giro per il mondo oltre a recuperare fossili, trova altre tre orfanelle Pauline (Emma Watson), Petrova (Yasmin Paige) e Posy (Lucy Boynton) e le accoglie a braccia aperte nella sua vita.

Le tre ragazzine hanno dei sogni, che grazie all’uomo possono coltivare: Pauline vuole fare l’attrice, Petrova sogna di diventare aviatrice (ha una grande passione per i motori) e Posy aspira a diventare ballerina.


Quando Matthew muore, i suoi soldi si esauriscono in fretta e le tre ragazze dovranno lottare per sopravvivere e continuare a coltivare le proprie passioni.

Ballet Shoes, film per la televisione trasmesso dalla BBC il 26 Dicembre del 2007 ha vinto un premio, quello per la miglior regia per un film tv, andato a Sandra Goldbacher, al RomaFictionFest 2008.

Il valore del film è dato, non solo dall’adattamento della famosa omonima novella di Noel Streatfield, o dal cast, composto da attore di fama internazionale come Eileen Atkins (Cold Mountain), Harriet Walter (Espiazione), Gemma Jones (i film di Bridget Jones), Marc Warren (Dracula) e Lucy Cohu (candidata all’emmy per The Queen’s Sisters), ma soprattutto dalla grande passione, spontaneità e realismo delle tre piccole protagoniste.

Il film, a più di trent’anni dall’uscita dell’omonima serie, data 1975, invita a scoprire ciò che conta davvero nella vita, a dare il giusto ordine agli elementi che la compongono (famiglia, passioni, lavoro) e a non dimenticare mai la propria storia.

In Italia, anche in questo caso (come Hard, di cui abbiamo parlato ieri), non si hanno notizie di possibili acquirenti dell’opera, quindi per ora è esclusa la messa in onda. Speriamo che Ballet Shoes venga per lo meno proposto in versione Home Video.


Commenti (4)

  1. Ci manca solo che ste serie piene d’angoscia vengano in Italia, già produciamo tanta mondezza da noi!

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