Lo scandalo della banca romana su Raiuno

di Diego Odello 7

Questa sera su Raiuno andrà in onda la prima puntata de Lo scandalo della Banca Romana, la miniserie televisiva diretta da Stefano Reali, con Giuseppe Fiorello (Mattia), Vincent Perez (il direttore Clemente Claudet), Andrea Osvart (la bella artista e donna di potere Renata), Lando Buzzanca (Clemente Tanlongo), Ninni Bruschetta (il CommissarioCavaterra), Lollo Franco (Padre Mattia), Ramona Badescu (Ida Tanlongo) e Mirca Viola (Ines).

La fiction racconta, attraverso gli occhi di un personaggio immaginario, Mattia Barba, lo scandalo che avvenne realmente nel 1893 in Italia che travolse la politica e le banche (ex Banca dello Stato Pontificio aveva stampato senza autorizzazione milioni di lire): Mattia è un giovane di provincia che si trasferisce nella capitale sognando di diventare un giornalista famoso e di successo, pur mantenendo la propria integrità morale. A Roma, però, il ragazzo scopre che fare strada non è facile e che la bella vita non è poi così tanto male. Quando con il tempo il giornalista riesce ad inserirsi nella società che conta, scopre una rete di corruzione che coinvolge politici, imprenditori, l’intera Banca Romana e pure il suo giornale e decide di stare zitto per non perdere tutto. In un secondo momento, resosi conto di aver venduto l’anima, Barba decide di denunciare la corruzione pubblicando i nomi dei colpevoli e pagando in prima persona per il suo silenzio.

Beppe Fiorello, in un’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni, dice:

Dedico la mia fiction a tutti i politici e consiglio loro di guardare attentamente i colleghi del passato. Il film è una copia da carta carbone dell’attuale situazione italiana e mondiale, in cui capita che la politica faccia l’occhiolino all’economia sporca e al malaffare. Ieri come oggi quando c’è un crollo tutti alzano le braccia dicendo che è colpa del sistema. Io spero che questa fiction dia la possibilità ai politici di non cadere negli stessi errori. Molti si indigneranno per il parallelismo, ma la voce più giusta sarà quella del pubblico, che riconoscerà l’attualità della fiction.

Il protagonista della Fiction ha poi ribadito il concetto (fonte Il Messaggero):

E’ stato il crack della Lehman Brothers a convincermi. Mi sembrava che la storia si stesse ripetendo, che già cento anni fa l’Italia avesse vissuto una crisi come quella che abbiamo visto quest’anno. Mi è montata una rabbia tale da farmi cambiare idea e decidere per il sì. Credo ancora che questo mestiere debba avere un senso che non sia soltanto raccontare e spero che il film faccia indignare, magari spaventare. Ma credo che se dopo cento anni le dinamiche sono rimaste più o meno le stesse, se le connivenze continuano e se ancora le persone si possono trovare ad essere improvvisamente delle pedine di un Monopoli dove possono toglierti il frutto del tuo lavoro senza che nessuno abbia nessuna colpa, allora vuol dire che veramente poco è cambiato.

Il regista Stefano Reali ha commentato (fonte Asca):

Quello della Banca Romana è la madre di tutti gli scandali finanziari del secolo scorso e del nuovo millennio. Abbiamo raccontato la verità su personaggi come Crispi e Giolitti, a cui sono intitolate decine di piazze e vie in Italia, che sono usciti illibati da un processo in cui erano pesantemente coinvolti.

Se volete conoscere una storia dell’Italia poco raccontata, se vi piacciono le fiction in costume, non perdetevi questa sera alle 21.30 e domani alle 21.10 su Raiuno Lo scandalo della Banca Romana. Di seguito trovate un video promozionale, un backstage, due clip e una ricca galleria di immagini.

Commenti (7)

  1. Crispi e Giolitti, hanno strade e viali intestati a loro nome. Fra un po’ anche Craxi. Andreotti è senatore e quando passerà a miglior vita ci scommetto che avrà la sua strada. E anche Berlusconi. Riina e Provenzano invece no, ma non perché gli manchino i meriti, ma solo perché non sono uomini politici. Viva l’Italia

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