Fiction italiana: sempre più ciak all’estero

di Diego Odello Commenta

Sabrina Ferilli si unisce alla battaglia contro la delocalizzazione delle produzioni audiovisive italiane all’estero (fonte L’Unità):

Portare fuori il lavoro per andare a girare in Tunisia, Argentina o Bulgaria perché costa meno è un danno per l’intera collettività, si disperdono denaro e contributi. Le troupe, a parte tre o quattro figure fondamentali, vengono tutte sostituite con personale locale. Stiamo parlando di denaro pubblico è insostenibile che la Rai porti all’estero le sue produzioni. Ormai 8 fiction su 10 vengono girate fuori dall’Italia. È un danno immenso per il paese.

Le cifre fornite dalla Cgil parlano chiaro: in tutto il 2008 le settimane di riprese all’estero per le fiction e i film sono state 105, mentre nei primi quattro mesi del 2010 sono già 135. Alcuni esempi? Il commissario Nardone, ambientata a Milano è stata girata per 16 settimane in Serbia.

Corrado Volpicelli della Slc-Cgil aggiunge:

La questione è molto grave. Oltre alla perdita di occupazione per i nostri lavoratori, infatti, c’è anche la perdita delle contribuzioni alla fiscalità in generale e agli enti previdenziali.

Qualcuno prenderà provvedimenti?

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