Finchè morte non ci separi, nuova serie su Fox Crime

di Enzo Mauri 2

Finchè morte non ci separi

L’amore eterno dura tre anni!”, recitava una battuta che potrebbe benissimo fungere da slogan per Finchè morte non ci separi, nuova serie tv proposta da Fox Crime canale 112 di Sky. A testimonianza di come l’amore, inteso come una volta, non esista più e il classico, due cuori e una capanna, sia stato sostituito dal più realistico, due cuori è un conto in banca, ecco arrivare dagli Stati Uniti un telefilm frutto della creatività perversa del regista John Waters.

Dopo il successo conseguito in patria, dove è andata in onda su Court Tv, Fox Crime si accinge a proporre i 13 episodi di Finchè morte non ci separi, ogni venerdi alle 22.50 dal 22 febbraio, ma i più fortunati, tra cui me, hanno avuto modo di gustarsi la prima puntata, in onda a San Valentino, dal titolo premonitore, Delitto nella camera ardente. Una collocazione, la sera più romantica dell’anno, scelta con una buona dose d’ironia e sarcasmo, gli stessi elementi che animano ogni singolo episodio.

Ci voleva uno come Waters, celebre autore, fra i tanti film, di Hairspray, Grasso è bello, Cry-Baby, Fenicotteri rosa, per proporre con il suo rinomato cattivo gusto, questi racconti d’amore- odio che culminano nel gesto più efferato: l’omicidio.


Il regista si propone con il suo ironico sorriso nel prologo della storia, lasciando subito intendere quale sarà il tragico epilogo, un po’ come faceva Alfred Hitchcock nella fortunata serie degli anni ‘50: uno dei due innamorati è destinato a morire per mano dell’altro, ma solo più tardi scopriremo chi è la vittima. Le storie sono tutte autentiche ed è questo che ci lascia così attoniti: mi stupisco di come un amore, nella descrizione così intenso al principio della vicenda, si possa trasformare in odio profondo, fino a portare ad un gesto estremo.

Così è la vita!”, direbbe qualcuno, sebbene siamo certi che Waters aggiunga qualche ingrediente personale per rendere ancora più appetitoso il risultato finale. In Delitto nella camera ardente, il titolare di una ditta di pompe funebri, felicemente sposato con una moglie, bella ma complessata e priva di autostima, vede pian piano la sua metà trasformarsi in una donna decisa e dal look più accattivante. Il motivo è semplice: il titolare della ditta dove la donna lavora come venditrice telefonica, uomo bello, aitante e a caccia di donne facili, riesce ad abbindolarla e convincerla che l’unico ostacolo ad una loro relazione è il marito che va quindi eliminato.

Ma la vittima scopre in tempo la loro liaison e si trasforma in carnefice, l’ironia del destino farà in modo che anche l’assassino non riesca a farla franca. Un pò giallo, un pò trash e in alcuni tratti addirittura comico, Finchè morte non ci separi, mi ha fatto una buona impressione, sebbene la breve durata dell’episodio, circa trenta minuti, lasci lo spettatore con un senso di incompletezza, come se qualche elemento non fosse stato approfondito a sufficienza.

Commenti (2)

  1. Sinceramente non mi è piaciuto molto. Il senso di incompletezza di cui parli tu lo condivido. Giudizio negativo da parte mia

  2. la prima puntata non mi è piaciuta tanto…ma la seconda,poi la terza poi la quarta,mi hanno attirato….davvero la prima non e granche…ma guardate le altre!

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