Saving Grace

di Enrico Nanni 5

Saving Graceè una serie televisiva della Fox in onda da ieri sera, su Italia1, alle 00:15. La prima serie è andata in onda nell’estate del 2007 sul canale TNT e la protagonista è Holly Hunter, già premio Oscar (The Piano), al suo debutto in una serie televisiva.

Holly Hunter interpreta in questa serie adult-orented il controverso detective di polizia Grace Hanadarko, che vive, beve e lavora a Oklahoma City. Si tratta di un personaggio interessante, complesso e contraddittorio, ai limiti del borderline e dell’antisociale.

Grace è bella, cinica e disillusa. Non so chi riuscirà a salvarla. Ma vederla bere, fumare e ruttare dopo un amplesso selvaggio mi fa venire voglia di lasciarla così com’ è. Un personaggio forte, arrabbiato e tecnicamente preparato, mi ricorda un pò il Dottor Cox (John C. McGinley) di Scrubs.


E’ una “dritta”, e dritti rigano gli uomini che passano sotto il suo giogo. Prende a pugni chi la molesta, dice assolutamente quello che le passa per la mente, estremizzandolo, se possibile.

Fin dalla prima puntata emerge tuttavia un suo lato “dolce”, che esprime con il suo nipote: il suo sorriso si illumina mentre ascolta il messaggio sui fenicotteri lasciatole da questi in segreteria. Poi accompagna il nipote ed un’amichetta a fare un giretto nella macchina della polizia sgommando di qua e di là per la città a sirene spiegate. Ma quando il lavoro chiama, fine dei giochi.

Sul lavoro è appassionata e non ha nè rispetto nè considerazione dell’autorità, le relazioni che ha con le persone -sentimentali e non – sono burrascose e bipolari, quello di Grace sembra un disperato cry of help, anche se nemmeno lei stessa sa dove dirigerlo propriamente.

Ma c’è chi lo decide per lei, e colui al quale toccherà salvare Grace non è certo una persona qualunque! Una sera, dopo aver bevuto sicuramente qualche drink di troppo, guidando a grand velocità investe un uomo, uccidendolo.

La disperazione, quella cosmica, si impossessa di Grace, che chiede, per la prima volta sinceramente, aiuto a Dio. Il suo appello è così accorato, così disperato e genuino, che Dio risponde, sotto forma di Earl(Leon Rippy).

Earl è un angelo. Nel senso più letterake possibile, anche se è un pò sovrappeso e ha dei modi molto informali. Forse è così che sono gli angeli: in una forma appetibile per chi viene aiutato. Unica caratteristica fisica distintiva degna di nota: un magnifico e paio di ali luminose.

Earl concede a Grace una seconda possibilità, facendo un “rollback” sugli ultimi istanti della vita presente, e in un attimo il corpo della persona investita scompare, e dell’incidente non rimane apparentemente alcuna traccia. Apparentemente.

La ferita dentro Grace ormai è enorme e aperta, forse perennemente. Il suo animo strabocca di domande: ma se lei crede in Dio, cosa le è successo quella sera? Un’allucinazione legata all’alcol?Eppure dietro uno dei bottoni della sua camicia sembra esserci del sangue non suo.

L’insieme dei personaggi è un mosaico ben fatto, Grace è un l’antieroina i cui sentimenti più si avvicinano a quelli di una sana eroina. I suoi sentimenti, le sue buone intenzioni non vengono offuscate dai suoi modi.

Cosa dobbiamo fare per salvare Grace?

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