Don Matteo 7, riassunto terza puntata

di Redazione 2

Ieri sera è andata in onda la terza puntata di Don Matteo 7, composta dai due episodi. Nel primo episodio dal titolo Non è uno scherzo, un ragazzo di nome Nanni su una sedie a rotelle viene preso in giro da alcuni suoi compagni. Uno di loro spiega che si trattava semplicemente di uno scherzo tra amici, e anche per Nanni è cosi.

Viene arrestata una ragazza che non voleva dare alla pattuglia dei carabinieri. Si scopre che Gaia Ruggeri  è stata la fidanzata con il Capitano Tommasi (Simone Montedoro) per tre anni. Gaia con l’aiuto del maresciallo Cecchini (Nino Frassica) viene ospitata in casa del Capitano Tommasi.

E’ stato trovato un alunno di nome Maurizio privo di sensi, che è stato portato in ospedale. Il ragazzo con sè non aveva il cellulare e pare aver battuto la nuca, ed a detta della madre di lui era molto amico di Edoardo ed Alberto, ragazzi colpevoli di mattina dell’episodio di bullismo nei confronti del loro compagno.

Viene accusato Nanni dell’incidente. Continuano gli atti di bullismo nei confronti di quest’ultimo. Gaia organizza una festa in onore del Capitano,  ma  inaspettatamente giunge Amanda (Ilaria Spada) per fargli una sorpresa ed il Capitano è costretto a mandare via Gaia cercando di non far capire nulla alla sua fidanzata che per il momento viene ospitata in casa del Maresciallo Cecchini.

Viene ritrovato il cellulare di Maurizio, ma non può essere d’aiuto ai carabinieri in quanto sono stati cancellati tutti i messaggi e le telefonate. Si crede che il fautore di tutto sia stato Edoardo che però si dichiara innocente! Nanni ha intenzione di raccontare tutto a Don Matteo e gli confessa di essere stato ricattato a causa di un video che gli è stato fatto e che nonostante tutto è stato messo in circolazione. I genitori vengono a conoscenza di tutto solo dopo l’aggressione ai danni di Maurizio.

Nanni decide di dire tutto ai carabinieri, ma sostiene fortemente di non essere stato lui a fare male a Maurizio. Don Matteo interroga Viola, compagna di classe di Maurizio, che nel frattempo si è risvegliato dal coma. La ragazza veniva ricattata da Maurizio per alcune foto intime che lui le aveva scattato e durante un litigio con lui, lo ha spintonato facendogli battere involontariamente la testa.

Nel secondo episodio dal titolo Numeri primi viene trovato morto il professore Federico Martinoni. Il professore pare che abbia battuto la testa sullo spigolo del tavolo di un alberfoin seguito ad una violenta colluttazione. Da casa sua sono scomparsi anche cinque mila euro.

Viene interrogato ed accusato dell’omicidio Enrico Mastroianni, che non è nuovo ai furti. Il ragazzo aveva avuto una discussione con il professore, per la risoluzione di un’equazione che nemmeno lui non era stato in grado di risolvere. Dopo essere riuscito a trovare una soluzione all’equazione, Enrico aveva chiesto ed ottenuto il premio di cinque mila euro. Per Don Matteo Enrico è innocente e la sua non colpevolezza verrà dimostrata.

Elisabetta, moglie di Martinoni, in crisi con il marito, era nello stesso albergo Eden in cui ha perso la vita il professore Martinoni e si era registrata con un altro nome. La donna spiega che non è stata lei ad ucciderlo e che lo aveva pedinato solo per fornire delle prove al suo avvocato, dal momento che lui aveva una relazione con la professoressa Biffi.

L’ex moglie di Federico decide di confessarsi con Don Matteo. La donna l’aveva incontrato l’ultima volta per dirgli addio, ma il professore era convinto di voler tornare insieme a lei e che finalmente aveva trovato un allievo capace di risolvere difficili quesiti matematici, dopo la perdita di un caro alunno di nome Marco che per lui era un figlio.

Vengono interrogati anche la professoressa Biffi ed Eugenio, assistente del professore Martinoni. E’ lui il colpevole, perchè è stato spodestato da Enrico nel diventare il pupillo del professore Martinoni. L’uomo si è reso conto che non avrebbe avuto più un degno posto accanto al suo professore e lo ha ucciso portando con sè la soluzione di un’equazione risolta da Enrico che gli avrebbe fruttato molto denaro.

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