E’ il momento di Babelgum tv

di Redazione 1

E’ tempo di Babelgum, il prestigioso marchio di recente balzato agli onori delle cronache con il progetto di “no pay tv” sul cellulare ispirata alla logica dei social network come You Tube, vetrina per artisti emergenti e per esclusive musicali. Babelgum, è un’azienda fondata nel 2005 da Silvio Scaglia, la quale ha dato vita di recente anche ad un progetto di web tv, disponibile in lingua inglese, ponendosi come principale antagonista di Joost, piattaforma nata per la condivisione in streaming di prodotti audio-video.

Il portale proposto in versione beta ovvero sperimentale, nato nel 2007 è attualmente disponibile a tutti, unica conditio per poter accedere all’offerta il dover scaricare gratuitamente il Babelgum player, dopo di che la navigazione può avere inizio. A disposizone dell’utente un’ ampia gamma di canali tematici dedicati alla musica, sport, documentari, film, moda e quant’altro, con la possibilità di vedere ciò che si vuole quando si desidera. Inoltre, peculiarità del sito, si può decidere di creare e personalizzare i canali scegliendone i contenuti tra quelli disponibili sulla paiattaforma.

Una volta entrati nel variegato mondo di Babelgum, a disposizone dell’utente vi sono ore e ore di filmati tutti d’ottima qualità, dove è possibile lasciare un commento e suggerimenti vari, da notare che al momento non è consentito scaricare materiale proprio, invito rivolto ai cosiddetti indipendent publishers, previa verifica dei contenuti stessi, rispetto a piattaforme come You Tube questo potrebbe costituire un limite se consideriamo che l’invito è rivolto per lo più a società che si occupano di prodotti multimediali, non è da escludere che in un futuro prossimo venturo tutti possano pubblicare i propri lavori, ampliando la capacità di scambio dei prodotti stessi al momento così limitata.

L’impressione è che si punti a prodotti di qualità evitando di dare spazio ai contenuti generati dagli utenti, una scelta che se da un lato pone Babelgum, in cima alla classifica di siti di un certo spessore dall’altro potrebbe determinarne la limitata diffusione, tra il pubblico stesso a cui è rivolto: quello giovane.

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