Qui Radio Londra: su Raiuno l’attualità spiegata da Giuliano Ferrara

di Diego Odello 7

Da questa sera su Raiuno andrà in onda Qui Radio Londra, il programma d’approfondimento giornalistico prodotto dalla rete ammiraglia Rai, curato e condotto da Giuliano Ferrara.

Il giornalista, dal lunedì al venerdì, dopo l’edizione delle 20 del TG1 andrà in onda per cinque minuti di approfondimento, commento e lettura critica dei principali argomenti, fatti ed eventi legati all’attualità, alla politica, all’economia e al costume dell’Italia e del mondo.

Lo spot del programma recita:

Mi sono rifugiato all’estero per poter parlare male di tutti, da Garibaldi a Berlusconi, dal governo alle opposizioni, da Napolitano alla magistratura, al Papa. No, il Papa no. Sono un tipaccio, ma sono devoto.

Ieri sera Giuliano Ferrara, ospite del Tg1, ha spiegato il significato:

Era un modo ironico per dire, tutti fanno i guasconi, tutti dicono che sono liberi. Io non faccio guasconate, io sono un normale giornalista, sono un cittadino di questo Paese, ho temperamento e una certa libertà di tono, sono schierato: Santoro no, Lerner no, la Dandini no, Floris no. Gli altri conduttori televisivi sono indipendenti e parlano a nome di tutti. Io invece sono un po’ schierato, lo confesso. Penso che il paese abbia una storia e che in questa storia si debba essere con sincerità, con rispetto verso gli altri, chiari nel rappresentare ciò che si pensa.

Curiosità: il contratto di Ferrara prevede che vada in onda per due anni (con opzione per il terzo), guadagnando tremila euro a puntata.

Se siete interessati di ascoltare la lettura dei principali fatti del giorno dal punto di vista del direttore de Il foglio, l’appuntamento è su Raiuno alle 20.30.

Commenti (7)

  1. Per aiutare Berlusconi,che e’ un galantuomo oltre che Presidente del Consiglio,ci voleva uno come Ferrara,le cui parole descrivono i pensieri dei telespettatori che troppo pregni di cultura televisiva,non sanno piu’ cosa dire se non ripetere.Ora servivano le sue parole,quelle di un autentico artefice,non perche’ l’arte sia manchevole,ma perche’ fa’ risplendere l’arte anche quando la materia su cui si cimenta non risponde all’arte.
    Massimo

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