Italian Job: viaggio nel mondo della truffa

di Redazione 3

Ancora una volta La7, propone un programma intelligente ed interessante, di quelli che non si trovano facilmente nel variegato panorama televisivo italiano, si tratta di Italian Job-Vicende e truffe all’italiana, di cui è andata in onda ieri sera alle 21.35, la prima delle quattro puntate previste.

Sotto torchio, in una sorta di sala degli interrogatori, Paolo Calabresi, autore della trasmissione con il regista Giovanni Filippetto e Dario Quarta. Calabresi è soprattutto un attore, con trascorsi nella compagnia di Giorgio Strehler, balzato tempo fa agli onori delle cronache per i suoi bluff architettati nei confronti di noti personaggi del mondo del calcio e dello spettacolo.

Come Luca Barbareschi nel Grande Bluff, trasmesso da Canale 5 dieci anni fa, il protagonista di Italian Job servendosi delle sue indubbie capacità recitative, assume ruoli di personaggi famosi o meno, per cui viene regolarmente scambiato.


Eccolo quindi nei panni di Nicholas Cage, entrare da trionfatore nello stadio Meazza di Milano e salutare in tribuna d’onore il presidente del Milan Adriano Galliani, oppure come presidente del Comitato Olimpico Internazionale Jacques Rogge, fare la conoscenza del patron nerazzurro Massimo Moratti, per poi venire intervistato con lui dal Tg5. Famose sono divenute le sue interpretazioni di John Turturro al David Di Donatello e Marylin Manson al Gran Galà della Pubblicità, tutte documentate dai media che credono d’avere davanti il divo in persona.

Ma Calabresi è noto anche per il ruolo dell’elettricista Biascica, sfegatato tifoso romanista, nella fiction Boris, andata in onda lo scorso anno sul canale satellitare Fox e di cui sono in corso le riprese della seconda serie.

L’idea è molto semplice: perché non sfruttare l’attore romano, per inchieste di taglio giornalistico? Ecco nascere Italian Job, il cui titolo si ispira a un noto film degli anni ’60, poi riproposto nel 2003, dove un gruppo di ladri inglesi, ordisce una rapina sul territorio italiano. A una prima occhiata la messa in onda di un programma del genere in piena campagna elettorale mi è sembrata una scelta alquanto coraggiosa, è infatti la politica il tema trattato nella prima puntata, per poi essere ripreso nella prossima, le ultime due invece parleranno di religione e show business, tutti argomenti caldi.

Quello di Calabresi è un viaggio nell’Italia dei raggiri e dei privilegi, da cui il mondo politico, tutt’altro che esente, ne è anzi parte integrante. L’attore si spaccia per un onorevole i cui capricci, solo per il ruolo che ricopre, vengono esauditi senza battere ciglio: decide di presenziare a una selezione locale di Miss Italia, dove viene accolto con tutto gli onori e gli viene concesso di seguire gli allenamenti della Juventus, dove addirittura calcia due tiri al portiere Buffon.

L’inchiesta più importante, su cui si basa buona parte della prima puntata, è quella che vede Calabresi calarsi nel ruolo di Sergej Knyazev, emissario russo, mandato da un’importante azienda dell’est a verificare se in Italia ci siano le condizioni per aprire nuovi casinò. Perchè questo possa avvenire, è necessario cambiare l’attuale legge che non lo permette. Knyazev scopre con grande sorpresa, che con i soldi giusti è possibile coinvolgere personaggi politici di un certo spessore, tra cui addirittura un senatore.

Il quadro che ne esce è desolante e ci da un’idea del baratro senza fondo in cui la politica italiana è ormai sprofondata. Divertente anche il colpo di teatro a Telese, dove Calabresi si spaccia per niente popò di meno che Francis Ford Coppola, ospite d’onore alla Festa dell’Udeur di Clemente Mastella, ma questa volta il bluff viene scoperto al culmine del suo compimento.

Per quattro settimane Italian Job riempirà il vuoto lasciato da Report, in attesa che il programma di Milena Gabanelli riprenda, non è un caso che sia stato collocato nella stessa fascia oraria. Con il suo sorriso ironico e i travestimenti, Paolo Calabresi, riesce a far venire a galla quelle tragiche verità per cui il nostro Paese non gode di buona fama all’estero, dove siamo noti anche come millantatori e truffaldini.

Commenti (3)

  1. Programma interessantissimo ben fatto e intelligente. Complimentoni a la, decisamente! Mi chiedevo proprio se nessuno riconoscesse davvero calabresi. Voglio dire qualcuno oltre a me avrà seguito Boris, o no?

  2. Boris non ha avuto grande successo Camillo. Per quanto riguarda l’articolo faccio i complimenti a Enzo.

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