FameLab, al via l’X Factor della scienza. L’evento sbarca in Rai per cercare l’erede di Piero Angela?

di Marcello Filograsso Commenta

L’azione di parassita della tignoletta dell’uva, il paradosso della gravidanza o la scoperta di un nuovo enzima responsabile dello sballo delle droghe leggere: sono alcuni degli argomenti che scienziati e ricercatori dovranno riuscire a spiegare in tre minuti secondo le regole del talent showFamelab‘, la cui seconda edizione italiana inizierà il 15 marzo con diretta Rai da Trento. Sette le citta’ coinvolte nelle selezioni: Trento, Trieste, Genova, Bologna, Perugia, Ancona e Roma.

A rendere interessante FameLab non solo la gara, ma anche il tentativo della comunità scientifica itaiana e internazionale di divulgare il sapere tramite i mezzi di comunicazione moderni. Nei quali, considerata la mole decisamente  infinita di dati messi a disposizione, la sintesi e la capacità di arrivare al punto sono qualità ormai necessarie per non lasciare indifferenti il pubblico. “Quando si parla di scienza”, spiega Leonardo Alfonsi, presidente di European Science Events Association e coordinatore di FameLab Italia, “si tratta di trasformare argomenti complessi in immagini suggestive, senza impoverirli, trovando, con l’affabulazione, il modo di stimolare l’interesse nel grande pubblico“. Come una sorta di invito per esplorare un mondo nuovo.

Ha letteralmente trionfato nella prima edizione Riccardo Guidi, vincitore dello scorso anno che attualmente studia scienze mediche in Svezia grazie a una borsa di studio. Lo studioso nel 2012, si è aggiudicato il titolo di campione italiano grazie al racconto su come le cellule consumano energia. “Per rendere avvincente il comportamento cellulare”, dice Guidi, “ho immaginato le cellule come mezzi di trasporto, trasformandole in automobili e nella linea metropolitana di Roma”. Una narraazione che ha colpito tutti, dalla giuria al pubblico presente alle passate selezioni. E che, per essere formulata, ha richiesto una preparazione impeccabile sulla materia.

Chissà che la diretta della Rai non aiuti a scovare l’erede di Piero Angela, magari un divulgatore capace di unire cultura e intrattenimento.

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