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Il blob dei blog: il periodo di garanzia sta finendo!

Avete mai sentito parlare del periodo di garanzia? Se non sapete cosa sia, ve lo spiego in maniera semplice e fantozziana, perché è fondamentale per capire la considerazione che hanno di noi i canali televisivi.

Dicesi periodo di garanzia quel periodo di tempo, diviso in due tronconi (uno dal 16 settembre a metà dicembre, l’altro da Gennaio ai primi di Giugno), in cui una rete deve garantire gli ascolti ai propri inserzionisti.

Il periodo di garanzia sta per finire, a dimostrazione del fatto che tutte le trasmissioni più importanti o sono concluse (Grande Fratello, Amici di Maria De Filippi, Il Senso della Vita, Ti lascio una canzone) o stanno per arrivare al capolinea (Striscia la notizia, Uomini e Donne, I cesaroni, Domenica In, Buona Domenica, La Corrida) e con l’estate sta per entrare in vigore (come se si parlasse di ora legale) il periodo di non garanzia.


Se io fossi un investitore pubblicitario quest’anno non sarei per niente contento: il continuo spostamento di programmi di punta come I Cesaroni (che avevano iniziato col doppio appuntamento del Venerdì e sono stati smezzati al Giovedì e al Venerdì, per finire questa settimana addirittura la domenica con un unico episodio), le scelte sbagliate che hanno distrutto prodotti di sicuro successo, come Dr. House (a causa del continuo allungamento del brodo attraverso puntate replicate prima o dopo quella in prima visione), la sconfitta di programmi storici come La corrida, o di nuovi format su cui si è scommesso tanto, come X Factor, mi porterebbero a investire i miei soldi soltanto sui programmi della De Filippi (ieri sera a Il senso della vita) e forse di Carlo Conti (prezzemolino de L’eredità, I raccomandati, Alta tensione, I migliori anni e prossimamente pure di Miss Italia).

Ora che siete a conoscenza del periodo di garanzia potete capire perché sono così importanti i dati auditel e come mai le televisioni preferiscano mandare in onda repliche vincenti (vi ricordate Il Commissario Montalbano?) e programmi storici (Forum, La Corrida, Domenica In), piuttosto che rischiare e perché, se c’è qualcosa che funziona, vedi Maria De Filippi e I Cesaroni, li ritroviamo in tutte le salse, live o in edizioni speciali per il GF, da soli o in compagnia di serie televisive che non tirano più o non hanno mai tirato.

Ora stiamo per entrare nel periodo di prova, eppure, a parte gli Europei di calcio e le Olimpiadi (bagnate di sangue), ci apprestiamo a seguire centinaia di repliche, le fiction che non hanno funzionato durante l’anno (non vi siete mai chiesti che fine abbia fatto Carabinieri?) e tante pseudo innovative trasmissioni come Scommettiamo Che e Dimmi la verità (la versione riveduta e corretta di Se sbagli ti mollo andato in onda su Rai2).

Concludendo: il periodo di garanzia per gli investitori pubblicitari sta finendo. Qualcuno, prima o poi, garantirà lo spettatore?

3 commenti su “Il blob dei blog: il periodo di garanzia sta finendo!”

  1. Non dovrebbe essere il contrario?
    In pratica, non dovrebbero essere gli inserzionisti ad “offrire” per essere inseriti (senza quindi pretendere un minimo di ascolti)?
    Da come l’hai scritto sembra, e l’ho sempre ignorato fin’ora, che siano le tv ad andare a caccia di sponsor.

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  2. Società di pubblicità propongono agli inserzionisti gli spazi spiegando il palinsesto (di cui troverai qualche notizia già domani) e quanto si aspettano. Chi vuole si propone per comprare lo spazio. Come continui la trattativa non lo conosco.

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