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Tv d’autunno, meglio i nani e le veline?

Quando si leggono notizie come quella sulla trasmissione futura di Raitre con Roberto Saviano, che potrebbe essere ridimensionata se non addirittura sparire ancor prima di nascere, quando si annunciano provvedimenti disciplinari nei confronti di questo o quel prodotto televisivo poco “allineato”, camuffati da innovazione e esigenza di “aria fresca” (non certo quello un po’ stantia di Carlo Conti) che dovrebbe traspirare dai palinsesti autunnali, viene da riflettere sul reale ruolo che dovrebbe rivestire il mezzo televisivo.

Non avrà forse ragione Filippo Rossi il direttore di Farefuturo rivista web quando denuncia l’astinenza da cultura dilagante sul piccolo schermo a tutto vantaggio “di nani e ballerine, di zerbini e di veline”? Ma si! Ci viene da dire in un momento di sconforto, in fin dei conti l’italiano medio, oberato dai debiti, dalla crisi economica, in cassa integrazione incipiente, non desidera altro la sera quando entra a casa che sentire buone novelle, magari anche un po’ sceme con cui ci irrorano ormai a ritmo continuo buona parte dei tg . Seduto sul divano, telecomando in mano, il telespettatore medio è alla ricerca di un po’ di pace, la tv trasfigurata in una sorta di specchio delle meraviglie da attraversare, come l’ Alice del racconto, porta d’accesso verso un mondo diverso che faccia dimenticare sia pure per pochi istanti la drammaticità di quello reale.

Di recente il primo rapporto dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza: una ricerca di Demos&Pi, Osservatorio di Pavia e Fondazione Unipolis, curata da Ilvo Diamanti, ci ha ricordato che quando si tratta di parlare della crisi attuale i telegiornali nostrani mentono spudoratamente. Come riportato da La Repubblica, Diamanti ha dichiarato:”Rispetto al resto d’Europa la tv italiana è più funzionale alle esigenze della politica, nel comunicare l’agenda delle paure. Ma è anche vero che preoccupazioni politiche e mediatiche spesso si confondono e si influenzano a vicenda. Almeno fino a un paio di mesi fa, la crisi e i problemi del lavoro in Italia sembra che quasi non esistessero e questo spiega la difficoltà psicologica degli italiani ad affrontare, oggi, l’emergenza economica”. Nascondere sotto il tappeto la polvere che non si può aspirare, in questo i telegiornali italiani sono specialisti con tanti saluti al diritto di cronaca, cioè di informare.

Meglio affidarsi a volti rassicuranti a figure sinuose, a corpi avviluppanti, d’altronde Raiuno ha toccato il fondo dell’audience trasmettendo Tosca amore disperato mentre Ciao Darwin su Canale 5 è stato un successo di gradimento, poco conta che il prossimo anno molti programmi spariranno, piuttosto che sorbirsi notizie riadattate, programmi mutilati, conduttori acquiescenti, stendiamo un velo pietoso come la marea nera che dilaga sulle coste americane, meglio le veline dai culetti intriganti e le pupe col cervello di gallina. Pensiamoci bene però…è proprio questa la tv che vogliamo?

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