Piazzapulita, Vittorio Zincone a Cinetivu: “Assomigliare a una trasmissione seguita da 5 milioni di persone televisivamente non mi pare un delitto”

di Redazione Commenta

PiazzaPulita, nel giro di poche settimane, è diventato il programma di informazione di La7 più seguito in prima serata. Abbiamo dunque deciso di intervistare una delle menti di PiazzaPulita, Vittorio Zincone, che firma il programma insieme al conduttore Corrado Formigli, ad Alessandro Sortino e a Mariano Cirino.

Come nasce una puntata di PiazzaPulita?

Nasce da un confronto di idee tra Corrado, noi autori (oltre a me ci sono Alessandro Sortino e Mariano Cirino), Stefania Bonavina, che si occupa principalmente degli ospiti, Alessandra Ferrari, che coordina la redazione, gli inviati e i redattori. Il venerdì mattina analizziamo la puntata del giorno prima e, tenendo conto dell’agenda politico-economica della settimana successiva, cominciamo a pensare ai servizi da realizzare e agli ospiti da invitare. Il confronto di idee va avanti fino al giovedì successivo. Pezzi e scaletta cambiano fino a poche ore dalla diretta.

Prima di andare in onda presentate la scaletta all’editore, come era stato chiesto a Santoro?

Alla rete comunichiamo il tema della puntata e gli ospiti.

Avete trovato dei limiti editoriali a La7?

No. E credo che chi ha visto Piazzapulita se ne sia accorto. Abbiamo mandato in onda interviste tostissime: da quella all’uomo che ha consegnato a Berlusconi l’intercettazione di Fassino e Consorte, a quella a Flavio Carbone, passando per quella (realizzata dal Fattoquotidiano) alla ragazza che racconta il Bunga Bunga. Siamo entrati nei centri sociali più duri. Affrontiamo i politici facendogli tutte le domande meno gradite. I servizi sono un’immersione nel Paese: le proteste degli operai, le imprese in crisi….

Gli ascolti stanno andando alla grande (due settimane fa avete sfiotato il 10% di share). Perché i talk show politici stanno avendo questo grande successo?

Perché è un momento politico difficile, i telespettatori hanno fame di informazione. E La7 è diventata la tv dell’informazione: noi, Lerner, Mentana, Saviano, Gruber, Telese e Porro, il direttore Ruffini…

I talk che hanno maggiore successo, però, sono quelli “schierati a sinistra”. Arriverà mai un talk di successo, condotto da un giornalista “di destra”?

Bruno Vespa non credo che sia esattamente di sinistra. E in ogni caso penso che un giornalista/conduttore (di destra o di sinistra) sia bravo quando riesce a essere critico con tutti gli interlocutori e fare le domande necessarie per informare i telespettatori.

Quali sono i punti di forza di PiazzaPulita, rispetto agli altri talk?

I servizi, che sono realizzati da inviati giovani e talentuosi e sono molto curati nel montaggio e nella postproduzione, i collegamenti esterni che sono preparati con grande cura e poi la conduzione in studio: c’è un ritmo che non si vede molto altrove.

Aldo Grasso ha detto: “PiazzaPulita è la versione light di AnnoZero, è esattamente costruito secondo i canoni di Michele Santoro“. Sei d’accordo?

No, ovviamente. Che cosa c’è di light negli schermi che incombono sugli ospiti e portano le piazze in studio? Le interviste, dure, di Corrado e degli inviati, sono molto poco light. E gli speaker’s corner? Aggiungo: ma anche se fosse? Assomigliare a una trasmissione seguita da 5 milioni di persone televisivamente non mi pare un delitto. E poi Corrado ha lavorato quattordici anni con Santoro e ha contribuito con grandi inchieste ai suoi successi, mi sembra naturale che si sia portato dietro qualcosa di quella esperienza.

Hai pagato i 10€ per finanziare Comizi d’amore?

Sì, più voci ci sono e meglio è.

Pensi che possa funzionare l’idea lanciata da Santoro?

È una scommessa. È molto bello che Santoro stia puntando così tanto sul sito Internet. La multipiattaforma permetterà di seguire la trasmissione on line, in streaming, anche il venerdì, no?

Tra due settimane vi dovrete scontrare. Pensi che vi toglierà una fetta di ascoltatori?

Mi piace pensare che Piazzapulita abbia già uno zoccolo duro di telespettatori.

Non sono troppi 3 programmi politici (La versione di Banfi, Piazzapulita e Comizi d’amore) per un’unica serata?

No.

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