Natascha Lusenti a Cinetivù: “Non so cosa farò nel futuro, adesso il mio dovere è fare bene ad In Onda. Mi piacerebbe tornare a lavorare con Santoro”

di Redazione Commenta

Mettete una trasmissione con un ex modella (anche se, precisa la stessa, ha fatto solo qualche sfilata per guadagnare due lire), ora giornalista pacata con un filo di trucco, ed un giornalista schierato, famoso per la sua irascibilità. Il risultato sarà In Onda Estate, programma dell’access prime time estivo di La7 condotto, appunto, da Natascha Lusenti e Filippo Facci.

Natascha, è iniziata la settimana scorsa la versione estiva di In Onda. E’ la tua prima esperienza da conduttrice di un programma in diretta. Come sta andando dal tuo punto di vista?

Gli ascolti stanno andando benissimo e questa è già una bella notizia. Non basiamo tutto sugli ascolti, ma averli significa avere gradimento da parte del pubblico. E’ gratificante. E’ come nello sport: è sempre meglio vincere (ride, ndr). Poi puoi discutere di come hai giocato, e noi lo stiamo facendo. Qualche giorno fa è uscito anche il pezzo di Aldo Grasso dove ci ha fatto delle critiche costruttive, è stato incoraggiante. Personalmente penso di potermi migliorare ancora tantissimo e cerco di farlo ogni sera. Voglio riuscire ad essere più brava, ci lavorerò (ride, ndr).

Con Facci al momento non c’è stato nessuno scontro?

Non abbiamo mai avuto scontri. Alcune volte abbiamo idee molto diverse su un argomento e quindi discutiamo civilmente. Non ci sono scontri, ma solo confronti costruttivi, com’è normale che sia in un’ottima squadra di lavoro come la nostra.

Firmi anche il programma come autrice?

Si. Siamo in tre: io, Filippo e Massimiliano Lenzi che aveva già lavorato nelle passate stagioni di In Onda Estate. Inoltre abbiamo una redazione molto solida, composta da persone competenti e piene di entusiasmo.

Il pensiero politico di Facci, si sa, è rivolto verso destra. Il tuo verso dove è orientato?

Per stare nei grossi macrogruppi storici, sono di sinistra. Ma sono molto critica.

In questo momento storico, Grillo lo voteresti?

Sono d’accordo su molte cose del programma di Grillo ed in disaccordo su altrettante. A livello di amministrazione comunale lo voterei e capisco il suo successo. La politica di oggi, in Italia, sembra fuori dalla realtà: è una casta. Sembra che non si rendano conto di cosa significhi non arrivare alla fine del mese. Sembra che non abbiano un’idea di futuro. Quindi con il movimento fondato da Grillo arrivano in politica delle persone, seppur con poca esperienza, di buona volontà, che vengono dalla realtà, che sanno cosa significa lavorare, pagare le bollette. Non sono cose da poco. Quindi capisco il gradimento di Grillo, benché non fossi d’accordo su tutto.

Vorresti Santoro come ospite nella tua trasmissione?

Magari. Avendo lavorato con lui, sono contentissima del suo arrivo a La7. E’ un grande professionista, un valore aggiunto per la nostra rete. E’ ovvio che mi piacerebbe molto averlo ospite in trasmissione, così come mi piacerebbe tornare a lavorare con lui: è una persona con cui è bello parlare e confrontarsi.

Lo scorso anno Santoro aveva rifiutato La 7 per “mancanza di libertà”. Tu che ci lavori a La7, è cambiato qualcosa in questo anno?

Quello che è cambiato è che La7 in questo momento è in vendita. Ma non so se questo possa aver cambiato qualcosa nella trattativa di Santoro. Io mi sono sempre mossa con piena libertà, sempre. Non so cosa sia cambiato nella disponibilità della rete, ma sono contenta che sia arrivato.

Tu hai lavorato con lui a Sciuscià e Annozero. E’ stato un maestro per te?

Sicuramente. Quando sono arrivata a Sciuscià ero piccola, non avevo mai fatto reportage. Ho iniziato lì. E’ stata una delle mie grandi fortune che ho avuto nella mia vita, insieme all’incontro con Enrico Deaglio con cui ho avuto la fortuna di lavorare a Diario. Con Santoro ho imparato a fare reportage; ho imparato a sporcarmi le mani da sola visto che mi ha sempre dato la possibilità di sbagliare e muovermi da sola. Per imparare mi mettevo nelle sale montaggio a guardare i servizi dei suoi migliori inviati: Formigli, Iacona e Maria Cuffaro. A Santoro piaceva molto come montavo.

A Sciuscià c’era anche Luisella Costamanga. E’ un po’ nel destino delle conduttrici di In Onda

Quando io stavo a Sciuscà, lei era già a famosa e bravissima. Ci lavorava già da qualche anno. Comunque devo ammettere che si sentiva la mancanza della parte femminile ad In Onda. Non perché ci sono io, ma è giusto che ci sia una donna: siamo la metà del paese… (ride, ndr)

L’edizione di Porro e Telese ti piaceva o era troppo maschilista?

L’ho seguiti spesso ma certe sere mi irritavo proprio per la mancanza di donne sia fra i conduttori che fra gli ospiti.

Avete raddoppiato i loro ascolti, pur essendo in uno slot diverso. Se ti proponessero di fare il bis anche in autunno, accetteresti?

Adesso voglio fare bene questa stagione che è appena iniziata. E’ vero che sugli ascolti abbiamo iniziato bene, ma dobbiamo migliorarci ancora tanto. Se mi rifai questa domanda a Settembre, te lo dico (ride, ndr). Non faccio mai questi ragionamenti perché ho imparato che nella vita puoi fare dei progetti ma poi viene tutto scombussolato. Per esempio non mi sarei mai aspettata la chiamata di In Onda. Quando ho ricevuto la chiamata, sono rimasta a bocca aperta (ride, ndr). Non me l’aspettavo, non l’avevo messo in conto. Quindi ancora non so cosa succederà a Settembre. Adesso il mio dovere è fare bene, poi vedremo.

In queste prime puntate ha fatto parlare di sè anche il tuo look, ti presenti con un filo di trucco. E’ una scelta tua?

E’ una scelta mia. Rivendico il diritto di potermi non truccare perché ho altro a cui pensare (ride, ndr). Ho visto critiche ferocissime e un po’ mi dispiace. Molti mi criticano per le occhiaie: ce l’ho perché lavoro molto e dormo poco (ride, ndr). Le copro il giusto e potrei coprirle molto di più, ma non mi interessa

Prima di diventare giornalista sei stata, per un breve periodo, modella..

Ho fatto qualche foto e qualche piccola sfilata i primi due anni dell’Università per guadagnare due lire. Ai casting non mi sceglievano quasi mai per tanti motivi. Ho fatto delle piccole cose ma dire che ho fatto la modella è davvero offensivo nei confronti di chi la fa realmente (ride, ndr). Mi divertivo, ero appassionata a quel mondo. Niente di più.

Hai mai ricevuto pregiudizi dai colleghi giornalisti a causa di questo “passato scomodo”?

Non lo sa quasi nessuno dei miei colleghi. I vari Santoro, Nuzzi e Deaglio non lo sapevano, l’avranno scoperto leggendo gli articoli delle ultime settimane. Non ho mai avuto pregiudizi in questo senso, ma ho avuto delle difficioltà che hanno tante donne. Il mondo del giornalismo è molto duro per le donne: in alcuni momenti dobbiamo dimostrare sempre qualcosa in più rispetto ai maschi e non è semplice.

Ci sono stati dei momenti di avvilimento?

Le cose che mi fanno male sono altre, però ho avuto dei momenti di scoraggiamento in questi anni. In autunno sono 20 anni che faccio questo lavoro e in certi momenti ho pensato che forse non ce l’avrei più fatta perché è un lavoro faticoso, non ti fermi mai. Però questa è anche la parte che mi piace. Ho avuto dei momenti di solitudine che mi fanno male perché sono lontana dalla mia famiglia, in certi momenti vorrei avere più momenti per la mia vita privata.

I progetti per il dopo In Onda?

Se avrò del tempo libero, mi piacerebbe partire per un lungo viaggio. Vorrei andare in Vietnam.

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